Ore decisive per il destino del tribunale di Sulmona

Stanno per essere depositati i due emendamenti nello “Sblocca cantieri” per salvare la struttura. Ordine degli avvocati: le nomine rinviate a oggi
SULMONA. Ore decisive per la salvaguardia del tribunale di Sulmona e degli altri tre presìdi giudiziari abruzzesi, soppressi con il decreto di attuazione della delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, che ha portato alla chiusura di 37 tribunali cosiddetti minori e di 220 sezioni distaccate in tutta Italia. Stanno per essere depositati due emendamenti: uno sollecitato dal presidente della Regione Marco Marsilio, e l’altro dalla senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo.
Due emendamenti che saranno depositati entro le 18 di oggi, termine ultimo previsto dal regolamento, per essere inseriti nel decreto legge cosiddetto “Sblocca cantieri” e che prevedono la salvaguardia definitiva dei quattro tribunali abruzzesi. Frenetiche sono state le riunioni in questi giorni nel tribunale di Sulmona, che hanno visto le massime cariche delle sedi giudiziarie di Sulmona, Avezzano, Vasto e Lanciano, con avvocati e politici impegnati nel trovare la quadra con la quale arrivare a un accordo definitivo per la salvare i quattro tribunali. E Sulmona ha avuto un ruolo fondamentale affinché tutto questo fosse possibile. Impegnati sul fronte, oltre alla senatrice Di Girolamo, anche il presidente del tribunale peligno, Giorgio Di Benedetto, l’avvocato Piercarlo Cirilli, in rappresentanza dell’Ordine forense, il sindaco Annamaria Casini. Tutti hanno lavorato in sintonia per arrivare a tagliare un traguardo agognato da anni e che ora come mai sembra essere il più vicino possibile. Intanto, fumata nera per la distribuzione delle cariche all’interno del consiglio dell'Ordine forense, uscito sabato scorso dalle urne. La seduta di ieri non ha portato al raggiungimento dell’accordo sui nomi che dovranno ricoprire almeno due delle tre cariche in discussione. Se per quella del presidente l’accordo è sull’avvocato Luca Tirabassi, unico candidato alla massima carica che ha il consenso di tutti gli altri 8 componenti del consiglio direttivo, non si può dire altrettanto per le cariche di segretario e di tesoriere, per le quali è in corso un acceso dibattito.
«Per motivi personali e professionali due colleghi del consiglio, Antonietta Pace e Giovanni Mastrogiovanni, sono stati costretti a lasciare la seduta», hanno spiegato gli avvocati Luca Tirabassi, Gaetano Biasella e Giuseppe Giammarco, «che è stata aggiornata a oggi alle 14,30, quando contiamo comunque di trovare l'unanimità sull’attribuzione di tutte le cariche, non solo sulla presidenza, che è fuori discussione».
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