Orsi in campi coltivati e pollai, richiesta d’aiuto

25 Agosto 2023

Imprenditori della Valle Subequana denunciano continue razzie: «Intervengano Regione e Parco»

CASTELVECCHIO SUBEQUO. Orsi compaiono da mesi tra Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri e Gagliano Aterno tra la preoccupazione dei residenti e degli agricoltori. Sono ormai più di due mesi che diversi orsi si fanno vedere nella Valle Sebequana, sia di notte che di giorno.
I plantigradi si aggirano tranquillamente tra le colture di cereali, le stalle, i pollai e le strade dei paesi. Gli agricoltori e gli allevatori sono ormai stanchi di cercare in tutti i modi di proteggere le loro terre e i loro animali dove puntualmente gli orsi vanno per rifocillarsi.
«Qui gli orsi ormai ci sono da mesi ma nessuno dice e fa niente», ha spiegato un agricoltore del territorio, «hanno ucciso decine di galline, danneggiato le colture e creato tensioni nei paesi dove si aggirano indisturbati.
«La Regione e il Parco diano un segnale alla popolazione attraverso un impegno politico e ambientale», ha spiegato Andrea Padovani, consigliere comunale di Castelvecchio Subequo, «l’orso in tutti i paesi della Valle Subequana sta colpendo diversi pollai e stalle, con gli abitanti impotenti, oltre che vulnerabili, di fronte a questa presenza. La sfida della convivenza con gli orsi nel contesto delle montagne italiane non può essere affrontata separatamente dal più ampio disastro politico che cela. Questo disastro si estende all’abbandono politico delle aree montane e alla mancanza di un approccio scientifico e razionale alle questioni ambientali. Basta farsi un giro per le strade interpoderali che versano in uno stato di abbandono senza precedenti». Secondo il consigliere Padovani, che ha raccolto le preoccupazioni di chi vive questa situazione, serve un segnale importante.
«Oggi si dia un segnale attraverso soluzioni e sostegni governativi, comunitari e territoriali: in primis gli agricoltori dovrebbero ricevere un sostegno adeguato da parte delle autorità locali e nazionali per mitigare i danni causati dalla fauna selvatica», ha concluso Padovani, «inoltre, è essenziale coinvolgere le comunità locali nella protezione e gestione della fauna selvatica, prima che i danni si moltiplichino anche sotto altre forme. La Regione e il Parco facciano capire meglio se è questo «l’equilibrio da difendere», se è questo il modo in cui dobbiamo godere delle meraviglie del parco». (e.b.)
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