Orso intrappolato tre ore in un pollaio: allarme per i raid

13 Giugno 2021

Il proprietario racconta: «Si è alzato sulle zampe, sono fuggito» Esplosi colpi in aria per evitare che raggiungesse la ferrovia

COLLARMELE. Nuova incursione dell’orso nella Marsica. Stavolta Juan Carrito, come è stato battezzato il plantigrado figlio dell’orsa Amarena, ha fatto la sua comparsa a Collarmele, dove è rimasto prigioniero in un pollaio, per circa tre ore.
Ieri mattina Domenico D’Alessandro, ferroviere in pensione, se l’è trovato davanti, dentro al suo pollaio. L’uomo ha aperto le reti che circondano il pollaio e ha scoperto la presenza dell’orso. «Non posso chiudere il cancello perché ho un’impalcatura montata», racconta D’Alessandro, «ma a chiudere il pollaio ci sono ben due reti. L’orso le ha saltate tutte e due e poi è entrato dentro e ha ucciso 20 polli. Gli ho offerto la colazione», ironizza l’ex ferroviere. «La mia sorpresa più grande», aggiunge, «è stata trovarmelo di fronte. Non mi ero accorto della sua presenza perché non c’era nulla di danneggiato. Quando l’ho visto mi si è alzato di fronte, un vero e proprio faccia a faccia. Non sapevo cosa fare, fortunatamente ho avuto la prontezza di scappare e ho urlato per farmi sentire da mio figlio che stava lì vicino». In poco tempo, sono arrivati nell’area i carabinieri forestali delle stazioni di Gioia dei Marsi e Celano, con i comandanti Stefano Chiuchiarelli e Francesco Angelini, e i guardiaparco. L’orso, rimasto intrappolato nel pollaio (probabilmente spaventato), è stato aiutare a ritrovare la libertà. «Per tirarlo fuori ci sono volute tre ore», continua l’ex ferroviere, «militari e guardiaparco avevano preparato una specie di corridoio naturale. E invece l’orso è saltato su un muro alto due metri ed è andato verso la ferrovia. Mi ha stupito la sua agilità, è più veloce dei gatti». Per farlo allontanare dal pollaio e soprattutto per evitare che potesse raggiungere la ferrovia, i carabinieri forestali hanno esploso anche dei colpi in aria che lo hanno poi distolto dal proseguire verso i binari. Alla fine si è diretto verso la montagna, in piena sicurezza. «Uno sconfinamento verso la nostra zona non c’era mai stato», commenta il sindaco di Collarmele, Tonino Mostacci, che insieme al vice il vice Enzo Incarnati è arrivato sul posto per seguire le operazioni di liberazione. «Possiamo dire che è stato un vero e proprio battesimo dell’orso a Collarmele», riprende Mostacci, «sappiamo che episodi del genere sono sempre più frequenti e per questo chiediamo a tutti di evitare curiosità sfrenate e di mantenere le dovute distanze di sicurezza».
Le incursioni degli orsi cominciano però a destare preoccupazione. In quanto è sempre più in pericolo la loro sopravvivenza, anche in considerazione della presenza, in zona, di autostrada, ferrovia e strade varie. Il Parco, per ora, ha escluso una cattura per confinare l’animale in un’altra area della regione.
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