Orso stermina un gregge, 100 animali uccisi

22 Giugno 2019

L’incursione in un’azienda di Scanno, danni per oltre 20mila euro. L’allevatore: «Siamo disperati»

SCANNO. Un intero gregge è andato distrutto in località Le Prata di Scanno. Nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi un orso è riuscito a entrare all’interno di una struttura in cemento dove erano ricoverati oltre 100 ovini, uccidendo una sessantina di pecore e una quarantina di agnelli. A essere preso di mira l’ovile a servizio dell’agriturismo “Al peschio pizzuto” sulla strada che da Scanno porta a Passo Godi.
Sul posto i veterinari dell’Asl per accertare i danni, oltre 20mila euro stando a una prima stima, e per controllare la situazione che con il caldo rischia di provocare pesanti ripercussioni anche a livello sanitario.
Da una prima ricostruzione, l’orso è entrato nell’ovile, che è stato realizzato in una struttura di recente costruzione, sfondando la finestra a due metri di altezza. Una volta dentro ha avuto vita facile nell’assalire pecore e agnelli che non potevano scappare. A fare la scoperta è stato il figlio della titolare dell’agriturismo, il quale si è trovato davanti agli occhi una scena raccapricciante, con la maggior parte delle pecore morte e tutte le altre gravemente ferite, ancora impaurite e tremanti per la terribile vicenda vissuta. Subito ha avvisato il personale dell’Asl e l’ente Parco per il necessario sopralluogo. «È già la quarta volta nel giro di poco tempo che subiamo gli attacchi dell’orso», afferma il giovane allevatore di Scanno, «la prima volta ha ucciso una decina di pecore che pascolavano fuori dall’ovile. Altre due volte ha attaccato gli animali nell’aia, uccidendo una ventina di tacchini. E l’altra notte ha fatto una strage uccidendo tutti gli animali che noi alleviamo anche per rifornire di carne genuina il nostro agriturismo. Non sappiamo più a che santo votarci perché eravamo convinti che l’ovile, realizzato solo una decina di anni fa, potesse costituire un rifugio sicuro per gli animali. Invece l’orso è riuscito a entrare anche lì, sfondando una delle due finestre poste a un’altezza di oltre due metri».
Nel pomeriggio di ieri era attesa un’ulteriore visita dell’Asl per ordinare la rimozione delle carcasse degli animali uccisi. Operazione che dovrebbe essere autorizzata dal Comune e fatta nel più breve tempo possibile, proprio per evitare emergenze sanitarie. (c.l.)
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