Orso tenta di entrare in una casa

Psicosi a Pettorano, i proprietari: «Trovati graffi sul portone». La Forestale esegue l’ispezione
PETTORANO SUL GIZIO. La rete elettrica gli impedisce di intrufolarsi nel pollaio e allora un orso tenta di entrare in una casa, lasciando segni evidenti sul grande e resistente portone di legno.
È accaduto nella periferia di Pettorano sul Gizio, in contrada Conca, dove un altro plantigrado in piena notte è riuscito a penetrare all’interno del recito dell’abitazione di Maurizio Del Monaco, pensionato 71 anni. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Forestale, accertando che i graffi lasciati sul portone a un’altezza di quasi due metri possano essere opera quasi sicuramente di un orso.
«A sentire i rumori e qualche bramito dell’animale è stata mia nipote» racconta Del Monaco «che si è svegliata, ma non ha pensato a dare l’allarme in piena notte, anche perché non consapevole di cosa stava accadendo. La mattina seguente, uscendo di casa, ci siamo accordi dei segni evidenti lasciati sull’uscio di casa e abbiamo capito».
L’incursione dell’orso ha scatenato nuovamente la reazione dei residenti, che puntano il dito sulle istituzioni incapaci di risolvere una situazione che rischia di diventare nuovamente pericolosa e chiedono la cattura dell’animale. Ma il problema non è di facile soluzione. Soprattutto ora che il ministero ha vietato l’uso di narcotici per munire gli animali di radiocollare, l’unico strumento in grado di monitorare costantemente gli spostamenti degli orsi e di permettere di adottare le conseguenti misure di dissuasione.
In paese, dopo l’uccisione di un altro orso da parte di Tonino Centofanti, il 61enne reo confesso di aver sparato al plantigrado che era stato ritrovato morto ai margini della pista ciclabile di Pettorano, è nato anche un comitato popolare che con una raccolta di firme ha chiesto al prefetto lo stato di calamità naturale. «Questi animali» spiega il portavoce Domenico Ventresca «devono riabituarsi a nutrirsi nella loro area storica delle montagne del Parco. Solo in questo modo si riuscirà a riportare calma e serenità».
Massimiliano Lavillotti
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