Orti urbani, ecco i primi agricoltori vestiti da “cittadini”

L’esperimento ideato dal Comune ha trovato molte risposte Al lavoro gli assegnatari di 55 dei 120 appezzamenti di terreni
AVEZZANO. Orticoltori per auto-consumo al lavoro nei campi del lascito Saturnini, dove l'erba sta lentamente lasciando il campo agli orti urbani, in fase di preparazione per ospitare le prime piantine o i semi. Chi col trattore, chi con la zappa e il rastrello, gli assegnatari dei primi 55 appezzamenti, pensionati, giovani e donne, procedono in ordine sparso verso un obiettivo finale comune: produrre i buoni prodotti della terra per autoconsumo da gustare a tavola con i figli, i nipoti, i genitori. Senza dare tanto peso all'abbigliamento, come Monica Caslotti, al lavoro nell'orto con tanto di rastrello per preparare i solchi, insieme alla madre, in vacanza da Venezia, in tenuta da riposo, mentre la figlia osserva divertita. Sul campo un accenno di solchi, «dove», racconta la signora, «all'inizio del mese di agosto metteremo le prime piantine per raccogliere gli ortaggi a settembre». Niente semi, per questo primo assaggio: «I tempi di crescita sono più lunghi». Ma su quali basi avviene la preparazione di quel piccolo appezzamento di terreno assegnato dal Comune? «Mi sono procurata dei libri», racconta Monica Caslotti, «e seguo ciò che hanno scritto gli esperti. L'importante è che alla fine il raccolto, seppur minimo, sia di qualità». Poco più in là c'è la mamma, in tenuta da passeggio, con i sandali ai piedi, che cerca di aprire un solco nel terreno e sorride. Signora ma è venuta in vacanza per zappare? «È rilassante», risponde.
Sull'altro lato del lascito Saturnini, invece, c'è un gruppo di uomini, perlopiù pensionati, che sta arando il terreno con il trattore per liberarlo dalle erbacce, per avviare la fase di rifinitura della semina. Finora sono una cinquantina gli orti urbani da 50 metri quadrati in mano agli orticoltori di città sui primi 60 realizzati dal Comune nell'area del lascito Saturnini, dotati di allaccio all'energia elettrica e alla rete idrica attraverso un pozzo artesiano. In totale gli orti realizzati in via Pertini sono 120, con il progetto messo in cantiere dall'amministrazione Di Pangrazio, primo sponsor il consigliere Gianfranco Gallese, giunto alla meta con sindaco De Angelis. Si estendono su un'area di due ettari vicina al Centro di ricerche dell'ex Crab, con percorsi interni e aree per lo smaltimento dei rifiuti. Per la trasformazione e l'allestimento dei 2 ettari di terreno il Comune ha impegnato finora 150 mila euro: fondi utilizzati per preparare i terreni, realizzare i camminamenti, gli allacci, il pozzo e preparare i 120 appezzamenti destinati agli orti urbani.
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