Ortona dei Marsi e Bisegna verso un Comune unico

Incontro tra i sindaci, il consigliere regionale Di Nicola e l’assessore Gerosolimo Eramo e Di Lorenzo: «Bisogna approfittare di sgravi fiscali e maggiori servizi»
ORTONA DEI MARSI. Ottimizzazione dei servizi, tassazione minore e unione di un comune senso di appartenenza a una stessa comunità.
Sono questi i principali obiettivi della vicina unione dei due Comuni, Ortona dei Marsi e Bisegna. Gli amministratori delle due municipalità si sono già confrontati in un incontro pubblico, in cui è stato discusso l’argomento e a cui hanno partecipato anche i due consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Andrea Gerosolimo.
La legge sull’unione dei piccoli Comuni, su cui si esprimerà a breve la giunta regionale, è un’iniziativa curata proprio dal consigliere Di Nicola. All’assemblea hanno partecipato numerose persone e a quanto pare, la possibilità di un’unione tra i due Comuni è stata accolta positivamente. «Ortona conta circa 800 abitanti», commenta il sindaco di Ortona Manfredo Eramo, «mentre Bisegna ne conta circa 300. Tra i due Enti», continua, «ci sono pochi chilometri di distanza, si pensi che tra San Sebastiano e Ortona ci sono a malapena cinque chilometri». Ad avvantaggiare la fusione ci sarebbe anche il fatto che entrambi i Comuni si trovano in un territorio verde, immerso nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, in cui la vita quotidiana è molto simile.
Come anche le tradizioni legate alle peculiarità del territorio. Come il rispetto per la fauna che vive nel Parco, la coltura delle mele, la produzione del miele e di tanti altri prodotti tipici. «Siamo sicuri che anche gli abitanti valutino positivamente l’iniziativa», conclude Eramo.
«Si tratta di piccoli centri», va avanti il sindaco di Bisegna, Amedeo Di Lorenzo, «che dalla fusione non possono che trarre vantaggi, che siano quelli dello sgravio fiscale o quelli di un potenziamento dei servizi. La legge regionale», conclude, «è pensata per creare benessere». L’unione dei Comuni passerà ora nei rispettivi consigli comunali. L’ulteriore passo sarà probabilmente quello di un referendum. Da tenere conto è che in entrambi i Comuni sono attese le elezioni amministrative. Tra pochi giorni, invece, ci sarà l’approvazione della legge in Regione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

