Ortopedici protagonisti negli Usa

A New Orleans medici aquilani al meeting di settore: si è discusso di protesi killer
L’AQUILA. Nella cornice americana di New Orleans, in cui si è svolto il meeting annuale dell'American Academy of orthopaedic surgeons, lo studio scientifico della Scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dell'Università dell'Aquila ha svolto un ruolo da protagonista nella sessione italiana. Dopo l'ingaggio del professor Vittorio Calvisi nell'ospedale regionale San Salvatore, per la prima volta nel poster era presente anche il logo della Asl n1 di Avezzano-Sulmona-L'Aquila. Si è aperto un lungo e partecipato dibattito sul tema proposto dagli aquilani che riguardava proprio quelle “protesi killer”, tristemente famose perché ritirate dal commercio nel 2010 a seguito di un indice di fallimento altissimo. «Nei primi anni 2000 un terzo delle protesi d'anca utilizzate aveva un rivestimento di metallo», spiega il dottor Andrea Fidanza che ha esposto il lavoro degli Usa, «oggi gli ortopedici di tutto il mondo si interrogano sul trattamento dei pazienti portatori di queste protesi: noi stiamo provando a dare risposte». Ringraziamenti sono arrivati anche dal professor Giuseppe Sessa, presidente della Società italiana di Ortopedia e Traumatologia, che ha guidato l'incontro: l'accademia americana ha infatti onorato l'Italia come guest nation.

