Ospedale, in 12 anni eseguiti 430 trapianti di rene

13 Giugno 2014

L’AQUILA. Il Centro regionale dell’ospedale taglia il traguardo dei 430 trapianti di rene (in 12 anni di attività). Molte vite salvate, in virtù della sensibilità dei tanti che hanno detto sì alle...

L’AQUILA. Il Centro regionale dell’ospedale taglia il traguardo dei 430 trapianti di rene (in 12 anni di attività). Molte vite salvate, in virtù della sensibilità dei tanti che hanno detto sì alle donazioni, esaltando il lavoro del Centro trapianti reni dell’Aquila. Quest’ultimo, diretto dal professore Antonio Famulari, fa parte di un ingranaggio che opera in perfetto sincronismo e che coinvolge, a diverso titolo, una decina tra Unità operative e servizi del San Salvatore. «Una piccola task force», sostengono in un comunicato i responsabili del Centro trapianti, «che si attiva a ogni trapianto e che deve lottare contro il tempo (con velocità e coordinamento) per il buon esito di ciascuna operazione. Un gioco di squadra necessario per eseguire esami clinici, strumentali e istologici (tessuti), necessari per la qualità e la sicurezza della donazione. Il bilancio, ad oggi, dei 430 trapianti di rene è frutto soprattutto della generosità dei familiari dei congiunti e di un’opera di costante sensibilizzazione sul tema verso la popolazione. Il 7 giugno scorso all’Aquila, in occasione della giornata nazionale della donazione di organi indetta dal Ministero della Salute (celebrata il 31 maggio scorso), si è svolto, al parco giochi del Castello, un incontro sul tema delle donazioni. Incontro promosso dal centro trapianti, in collaborazione con l’associazione mamme aquilane. L’originale iniziativa, dal titolo: «I bimbi giocano..la mamme parlano..per una scelta consapevole..informiamoci», ha messo insieme generazioni diverse – mamme ma anche nonne e bambini – finalizzata aa dare informazioni sull’argomento. L’incontro con i genitori è stato un successo: circa 150 persone, di età e ceto diverso, hanno aderito all’iniziativa dei medici dell’ospedale. Per l’occasione i medici del San Salvatore hanno distribuito depliant informativi e dialogato con la gente senza toni formali, con un approccio semplice. I bambini, coinvolti dalle mamme, hanno giocato con i clown in un clima di grande divertimento».