Ospedale, malati nella cappella Altre sei le vittime con Covid

13 Novembre 2020

Sgomberato l’edificio sacro di fronte al pronto soccorso: accoglierà pazienti in attesa del posto Grimaldi (primario di malattie infettive): «Cure precoci a casa possono evitare aggravamenti»

L’AQUILA. Malati nella cappella di Sant’Alessio. Nel giorno in cui si registra un altro pesante bollettino di morti con Covid (sei quelli accertati, un caso è sospetto), è partito lo sgombero dell’edificio sacro. Le panche e la statua della Madonna sono state spostate nell’atrio informazioni. Nella cappella dovrebbero andare i malati in attesa di ricovero. Questo, ufficiosamente, per evitare attese nelle tende. O nelle ambulanze. «Sono convinto che se si interviene precocemente, anche a casa, con terapie giuste, si può diminuire il tasso di mortalità dei pazienti Covid». Lo dice il primario di Malattie infettive Alessandro Grimaldi, alla luce del numero crescente di decessi che sta interessando il territorio, ormai da giorni alle prese con una diffusione del virus dilagante: ieri accertati altri 80 nuovi casi in 24 ore. Secondo Grimaldi, in città l’indice Rt è superiore a 1.5. Il consigliere comunale Pd Stefano Albano ha richiesto la convocazione della terza commissione per conoscere i dati reali dei contagi. Oggi parlerà il manager Asl Roberto Testa. Sempre oggi, il sindaco Pierluigi Biondi parteciperà a una riunione in prefettura per valutare l’adozione di un protocollo unico d’intervento per l’eventuale chiusura dei plessi scolastici. Il 27 l’emergenza sanitaria sarà al centro del consiglio comunale.
LE VITTIME. Sei vittime fuori bollettino decedute all’ospedale con Covid e un caso sospetto (un 96enne che si è spento nella casa per anziani comunale ex Onpi) per il quale si è in attesa dell’esito del tampone post-mortem. Morti in ospedale Franco Picuti, barbiere di 79 anni; Settimio Panella di 87; Aldo Amato di 85; Sonia Sconci (70) di Rocca Santo Stefano di Tornimparte; Secondino “Elio” Colaiuda (88) di Colle Fiascone di Tornimparte; Giuseppe Rotili (68) di Vigliano di Scoppito.
GRIMALDI. Il primario di Malattie infettive è in costante contatto con medici di base e Usca per fornire indicazioni sulle terapie domiciliari: «Ho completato la stesura di un protocollo diagnostico terapeutico», spiega Grimaldi, «che ho inviato alla dirigenza Asl, da cui ricavare le linee guida per il corretto approccio al Covid. Ritengo che, vista la forte pressione sulle strutture ospedaliere, non solo all’Aquila, ma anche ad Avezzano e Sulmona, si debba insistere sulla cura domiciliare. Individuando terapie precoci, congrue e personalizzate in base alle eventuali condizioni cliniche dei pazienti, si può ridurre il numero dei decessi. Proprio seguendo queste procedure, e anche grazie all’esperienza maturata, stiamo riuscendo finora ad avere nel reparto di Malattie infettive un basso tasso di mortalità. Per salvare la vita ai malati bisogna intervenire precocemente, anche a domicilio: in caso di ricovero, può essere un vantaggio aver impostato la terapia giusta». Anche la scelta dei farmaci è fondamentale: «Abbiamo osservato», aggiunge Grimaldi, «che spesso il cortisone viene utilizzato in maniera impropria. Per questo è stato stilato il protocollo».
ALBANO. «Ho richiesto una terza commissione urgente da svolgersi entro martedì 17», dice il consigliere Pd Stefano Albano, «per conoscere i dati reali sulla diffusione del contagio all’Aquila e nei comuni della provincia: la richiesta fa seguito alle dichiarazioni di eminenti esponenti della sanità aquilana come i professori Franco Marinangeli e Alessandro Grimaldi».
BIONDI. «È necessario individuare un punto di equilibrio tra il diritto alla salute pubblica e quello all’istruzione degli studenti», spiega il sindaco. «In situazioni di particolare complessità, come nel caso della scuola dell’infanzia Montessori di San Sisto e della primaria Santa Barbara e San Sisto, ho proceduto a un’ordinanza di chiusura, ma ritengo sia opportuno fissare un principio univoco che definisca, sulla base di dati certi forniti dalla Asl, le modalità operative di sospensione delle attività didattiche, condivise nell’ambito di un tavolo con prefettura, dipartimento prevenzione, l’ufficio scolastico provinciale e Comune».
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