Ospedale, manca l’eliporto per il mezzo del 118

27 Dicembre 2016

SULMONA. L’ospedale di Sulmona non ha una “piazzola” per l’elisoccorso del 118. La denuncia arriva dal personale del servizio di emergenzache da anni è costretto ad operare in una situazione di...

SULMONA. L’ospedale di Sulmona non ha una “piazzola” per l’elisoccorso del 118. La denuncia arriva dal personale del servizio di emergenzache da anni è costretto ad operare in una situazione di totale precarietà e di emergenza. All’inizio era stato individuato un piazzale, una volta parcheggio di una discoteca a servizio di un hotel. Poi con la chiusura dell’albergo l’eliambulanza ha chiesto ospitalità alla pista di atterraggio della Elisem, l’azienda privata che opera nel campo della formazione professionale di piloti di elicotteri e di soccorso. Ma anche questa soluzione, nonostante la grande disponibilità offerta dai privati, crea problemi ogni volta che bisogna effettuare un trasferimento d’urgenza da Sulmona ad altro ospedale. La pista di atterraggio, infatti, è all’interno di un’area privata recintata, accessibile solo da un cancello che viene tenuto costantemente chiuso. E così in caso di necessità dall’ospedale devono sempre telefonare all’azienda per poter consentire all’ambulanza di accedere nell’area privata. In più per arrivare alla piazzola di atterraggio bisogna attraversare un tratto di strada senza asfalto avventurandosi con l’ambulanza in un terreno incolto che nei periodi invernali diventa un vero e proprio campo di guerra. Molte volte l’ambulanza, con a bordo feriti e pazienti da trasferire d’urgenza in altre strutture ospedaliere, è rimasta impantanata nei campi tanto che il personale medico è stato costretto a chiedere aiuto per poter ultimare il trasferimento e rientrare in ospedale.

«Se a questo aggiungiamo che nei giorni festivi l’azienda resta chiusa, ecco che il quadro è completo», fanno sapere gli addetti ai soccorsi. «Vogliamo sottolineare la grande disponibilità della ditta in oggetto sempre pronta a collaborare con l’ospedale. Ma non possiamo pretendere che queste persone siano costantemente reperibili per i trasferimenti d’urgenza che cadono di sabato o di domenica». Il problema è stato fatto presente ai vertici dell’azienda sanitaria, i quali avrebbero detto di pazientare ancora per un po’, almeno fino alla realizzazione dell’eliporto prevista nelle vicinanze dell’ala dell’ospedale in costruzione. «Ci sarebbe da aspettare ancora un paio d’anni», sottolineano dall’ospedale, «troppi per sostenere ancora una situazione che non è più tollerabile, soprattutto nel periodo invernale o in caso di pioggia quando raggiungere l’area di atterraggio diventa impossibile. Urge un’alternativa prima che succeda qualcosa di irreparabile».

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