Ospedale, ora è scontro tra ex ministro e assessore

Castel di Sangro. Lorenzin annuncia un’interrogazione sui tagli a Chirurgia Verì replica: «È stata lei, insieme al centrosinistra, a cancellare il reparto»
CASTEL DI SANGRO. Sulla soppressione dei servizi e posti letto all'unità di chirurgia dell'ospedale di Castel di Sangro, interviente l'ex ministro Beatrice Lorenzin, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare sul ridimensionamento del presidio ospedaliero altosangrino e sulla sanità abruzzese.
La carenza di medici e l'interruzione di alcune attività nella struttura sanitaria dell'Alto Sangro, continua a sollevare proteste e polemiche sia da parte dei cittadini, sia da parte di sindaci ed esponenti politici regionali e nazionali. La Commissione regionale Sanità martedì prossimo esaminerà l'interpellanza presentata dal consigliere regionale di opposizione Americo Di Benedetto, illustrata nelle scorse settimane a Pescocostanzo. Ma la sortita della Lorenzin sulla sanità abruzzese ha provocato la reazione dell’assessore alla Salute della Regione Abruzzo, Nicoletta Verì, che non ha gradito l'iniziativa dell’ex ministro.
«Sono sempre più perplessa riguardo le polemiche di questi ultimi mesi sul riordino della rete ospedaliera», commenta l'assessore Verì, «ma sono rimasta davvero esterrefatta quando ho appreso che l’ex ministro Lorenzin vuole presentare un’interrogazione parlamentare sulla Chirurgia dell’ospedale di Castel di Sangro. È stata lei, insieme al governo di centrosinistra di cui faceva parte, a dettare i parametri – poi recepiti dal precedente governo regionale, sempre a guida Pd – che hanno portato a classificare l’ospedale di Castel di Sangro come presidio di area disagiata, con appena 20 posti letto di Medicina generale e attività chirurgica ridotta, appoggiata allo stesso reparto di Medicina generale per i soli casi eccezionali che non possono essere dimessi in giornata. Vale a dire che è stato il Decreto Lorenzin a cancellare la Chirurgia a Castel di Sangro, non certo l’attuale governo regionale di centrodestra, che invece sta cercando tutte le strade per dare una nuova vocazione a quell’ospedale, puntando ad esempio sulla Medicina sportiva. Chi afferma altro, lo fa solo strumentalmente e a fini di propaganda politica, senza preoccuparsi di quelle che sono invece le istanze del territorio». Sulla cancellazione di alcune attività all'ospedale il sindaco Angelo Caruso ha chiesto l'intervento anche del Tar, ma il gruppo consiliare d’opposizione Progetto Comune reclama la convocazione di una conferenza aperta a tutti i sindaci dell’Alto Sangro e dell’Alto Molise: «È necessaria», afferma il gruppo, «una grande mobilitazione, una forte iniziativa politica sostenuta da tutti ».
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