Ospedali, a Sulmona e L’Aquila sequestrati rifiuti pericolosi

L’operazione eseguita dai carabinieri-forestali del capoluogo a carico della ditta appaltatrice Una grande quantità di materiale da smaltire era stata depositata in alcuni locali dei presìdi sanitari
SULMONA. Gli ospedali finiscono nel mirino del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) che l’altra sera ha eseguito dei controlli sulla gestione dei rifiuti. Gli operatori del Nipaaf dell’Aquila, coordinati dal comandante Antonio Renato Rampini, e le stazioni dei carabinieri-forestali di Sulmona ed Avezzano, agli ordini dei marescialli Silvano Corpetti e Donato Sperduto, hanno eseguito una serie di ispezioni, proseguendo così l’attività avviata mercoledì scorso dai colleghi di Avezzano.
Un controllo, quest’ultimo, che aveva già permesso di rinvenire e sequestrare all’interno di alcuni locali della struttura ospedaliera decine di metri cubi di rifiuti speciali e pericolosi, oltre all’impianto di depurazione delle acque. Cosicché i carabinieri forestali hanno deciso di controllare anche l’attività svolta negli altri presidi ospedalieri della Asl dalla ditta appaltatrice.
Un’ispezione che ha confermato i sospetti nutriti dagli inquirenti.
Negli ospedali dell’Aquila e di Sulmona sono state, infatti, rinvenute e sequestrate le identiche tipologie di rifiuti consistenti in centinaia di filtri esausti provenienti dagli impianti di filtraggio dell’aria, nonché rifiuti pericolosi e speciali derivanti dalla manutenzione degli impianti elettrici (lampade al neon, rifiuti elettrici, batterie esauste ed altro ancora).
Tali rifiuti, è questa la tesi sostenuta dal Nipaaf che ha impegnato nell’operazione diversi uomini, anziché essere inviati alle regolari procedure di smaltimento, venivano stoccati in alcuni locali all’interno delle strutture ospedaliere configurando quantomeno una gestione illecita degli stessi e quindi la violazione del decreto legge 152/06.
I responsabili delle tre unità operative per la ditta appaltatrice, a cui carico è stato eseguito il sequestro, non hanno saputo spiegare le ragioni per le quali tali rifiuti anziché essere smaltiti, come prevederebbe il contratto attualmente in vigore con l’azienda sanitaria aquilana, fossero in così abnorme quantità depositati nei locali dove sono stati poi rinvenuti.
Intanto, le indagini del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Avezzano, si sono spostate anche in Piemonte dove la società che ha in appalto la gestione del servizio risulta avere alcune sedi.
Uffici nei quali, secondo gli investigatori, potrebbero essere conservati documenti ritenuti importanti, ai fini dell’inchiesta, per tracciare in particolare il percorso dei rifiuti in questione.(red.aq)
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