Osservatorio regionale contro il caporalato

CELANO. Un monitoraggio costante e una raccolta di dati affinché la legge 199 – approvata all’unanimità il 29 ottobre 2016 dal Parlamento, per contrastare il fenomeno del caporalato e dello...
CELANO. Un monitoraggio costante e una raccolta di dati affinché la legge 199 – approvata all’unanimità il 29 ottobre 2016 dal Parlamento, per contrastare il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento in agricoltura – venga rigorosamente applicata. È quanto si propone la Regione attraverso un protocollo d’intesa, voluto dall’assessore all’Agricoltura Dino Pepe e sottoscritto dalla dirigente Maria Antonietta Fusco, e da Ispettorato del lavoro, Inps, Inail, Anci Abruzzo, Cgil, Cisl, Uil, Coldiretti, Cia, Copagri e Assolavoro. È stato anche costituito un Osservatorio che opererà in collaborazione con le prefetture e con il Comitato di coordinamento costituito, in base al Testo unico sulla sicurezza del 2008, negli uffici del Dipartimento della salute. Principale compito dell’Osservatorio è quello di verificare che la legge contro il lavoro nero e lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura non venga disattesa. Il Dipartimento agricoltura ha messo a disposizione del personale di vigilanza i dati contenuti nel registro Uma – con i nomi degli agricoltori che usufruiscono di carburante agevolato – e ha anche fornito a tutti i soggetti che hanno sottoscritto il protocollo i dati elaborati in ordine alle attività lavorative in agricoltura, ai periodi di attività e alle zone geografiche dell’intera Regione. In particolare, nel mese di settembre, l’Ispettorato del lavoro, in collaborazione con le forze dell’ordine, ha effettuato dei controlli nella piana del Fucino, riscontrando numerose irregolarità. Un ruolo importante avranno l’Anci e gli Enti locali nel favorire l’accoglienza dei lavoratori immigrati garantendo alloggi dignitosi e un trasporto sicuro. «Con le molteplici azioni messe in campo», rilevano dalla Regione, «l’Osservatorio intende tutelare sia i lavoratori che gli imprenditori onesti che mettono in regola i dipendenti e sono costretti a subire la concorrenza sleale di chi sfrutta senza scrupoli i lavoratori per conseguire ingiusti profitti».
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