Otto operai in quarantena domiciliare

Hanno lavorato in un cantiere in Emilia, al confine con la zona rossa, con un collega risultato positivo al coronavirus
AVEZZANO. Scatta la quarantena obbligatoria per un gruppo di operai marsicani, dopo che un loro collega che lavora in un cantiere al confine tra la Lombardia e l’Emilia Romagna, vicino la cosiddetta zona rossa, è risultato positivo al coronavirus. Si tratta di otto operai, tutti residenti nella Valle Roveto, dipendenti di una società edile di Bologna specializzata nella costruzione e nella manutenzione delle linee ferroviarie, tranviarie e metropolitane.
Il cantiere dove i marsicani sono venuti a stretto contatto con l’operaio contagiato si trova in provincia di Piacenza a pochi chilometri distanza dalla zona di Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d’Adda, considerata uno dei principali focolai italiani del coronavirus. L’allarme è scattato nella giornata di giovedì, quando il datore di lavoro dei marsicani ha dovuto informare i dipendenti che un collega era purtroppo risultato positivo al tampone dopo aver manifestato sintomi influenzali tipici del Covid-19. L’imprenditore ha consigliato ai suoi dipendenti di tornare a casa e mettersi in quarantena per 14 giorni. Giovedì gli otto hanno preparato i bagagli e fatto ritorno verso la Marsica a bordo di un pulmino della stessa società edile. Il loro arrivo in zona ha subito fatto scattare l’allarme da parte di amici e conoscenti. Ad attivare la procedura sanitaria per il coronavirus è stato il sindaco di uno dei comuni interessati, venuto a conoscenza della situazione.
In linea con il decreto dell’altro giorno, a firma del presidente del Consiglio Giuseppe Conte il primo cittadino ha deciso di mettere al corrente il medico del servizio sanitario nazionale e, al contempo, allertare il 118. Della vicenda sono stati informati anche i carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, al comando del maggiore Silvia Gobbini. Tempestivamente lo stesso amministratore ha avuto premura anche di informare i colleghi degli altri comuni rovetani coinvolti, mettendoli nelle condizioni di poter attivare la medesima procedura. La quarantena obbligatoria a carico degli otto operai è partita ieri con la supervisione del dipartimento di prevenzione della Asl. Al momento i lavoratori in questione non presentano alcun sintomo influenzale, ma resteranno costantemente monitorati dagli operatori della Asl per tutto il periodo necessario. Dovranno restare a casa, evitare ogni contatto interpersonale e seguire determinate norme igieniche. Come previsto dalle linee guida del Ministero della salute e dell’Istituto superiore di sanità, saranno sottoposti ai tamponi, nasale e faringeo, solo se dovessero manifestare sintomi influenzali tipici dell’infezione da Covid-19 come febbre, tosse secca, mal di gola o difficoltà respiratorie. Al solo scopo precauzionale, i sindaci dei comuni interessati hanno deciso di innalzare le misure di controllo e prevenzione, raccomandando agli esercizi pubblici di non creare situazioni di sovraffollamento e ai pendolari che lavorano nelle regioni colpite di avvisare il Comune sulle loro condizioni di salute. Anche le attività pastorali sono state sospese ad eccezione delle messe.. Intanto, l’altra notte all’ospedale di Avezzano la radiologia del pronto soccorso è stata chiusa per alcune ore per consentire al personale di sanificare i locali. Una misura legata all’arrivo di un paziente che presentava i sintomi del coronavirus e che per questo è stato sottoposto a una serie di accertamenti e al primo tampone. Davanti al pronto soccorso di Avezzano e al presidio o sanitario di Tagliacozzo, i volontari della protezione civile e della Croce Rossa hanno allestito delle tende da campo che serviranno da pre-triage nell’emergenza sanitaria.
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