Padre e figlio: «Aggrediti da venti tifosi dell’Aquila»

6 Aprile 2017

Episodio avvenuto in via San Francesco dopo il derby di domenica pomeriggio Indagini della Digos sulla targa di un’auto. Un 18enne medicato in ospedale

AVEZZANO. Il derby Avezzano-L’Aquila non è finito. Padre e figlio denunciano un’aggressione compiuta domenica pomeriggio – poco dopo la gara di calcio vinta dai rossoblù (0-2) – in via San Francesco, all’altezza dell’incrocio con via Pereto, da un gruppo di sostenitori aquilani. «Venti contro due», hanno raccontato.

Il ragazzo, 18 anni, ha sottolineato di essere stato aggredito e in ospedale è stato medicato e dimesso con una prognosi di cinque giorni. I due si sono rivolti a un legale, l’avvocato Cristian Carpineta, per presentare una formale querela contro ignoti. Agli agenti della Digos è stata già data una sommaria descrizione dei tifosi protagonisti dell’aggressione e sono stati forniti alcuni numeri di targa di un’Alfa Romeo di colore nero.

«Padre e figlio», racconta l’avvocato Carpineta, «stavano tornando tranquillamente a casa quando il corteo di auto di tifosi dell’Aquila stava lasciando Avezzano. In via San Francesco, diversi sostenitori, stando a quanto mi è stato riferito dai miei assistiti, hanno iniziato a inveire contro i passanti, comprese alcune donne. Da un’auto sono state lanciate due bottiglie di birra vuote contro padre e figlio. Ne è nato un battibecco e da quattro vetture sono scesi i venti tifosi dell’Aquila. Uno in particolare, che impugnava l’asta di una bandiera e che avrà avuto una quarantina di anni, si è scagliato contro padre e figlio. Il ragazzo è stato afferrato per il collo e il genitore è intervenuto in sua difesa. Entrambi sono stati circondati dagli altri tifosi. Se non fossero intervenuti i rappresentanti delle forze dell’ordine che scortavano la colonna di auto dei tifosi aquilani le conseguenze dell’aggressione sarebbero state ben più gravi. Con la denuncia chiediamo l’individuazione dei responsabili e i dovuti provvedimenti. È inaudito che accadano cose del genere per una partita di calcio».

Sull’episodio di domenica sono in corso indagini della Digos. Nel corso della gara gli agenti hanno scattato una serie di foto ai 150 arrivati dall’Aquila. Immagini che saranno mostrate a padre e figlio per individuare i presunti responsabili dell’aggressione. Il dopo gara è stato alquanto movimentato nonostante l’imponente spiegamento di carabinieri, poliziotti e agenti della polizia locale.

In via Genova, nei pressi dello stadio, un tifoso aquilano, già noto alla Digos, dopo essersi sfilato la cintura dei pantaloni l’ha brandita contro i poliziotti e ha incitato i suoi compagni a sfondare lo sbarramento degli agenti. Ricostruzione compiuta dalla questura dell’Aquila. Il supporter è stato bloccato e individuato. Per lui arriverà il divieto di entrare negli stadi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA