Padre Osvaldo, un funerale pieno di ricordi

Celano dà l’addio al frate francescano, folla commossa nella chiesa di Santa Maria Valleverde
CELANO. Una folla commossa ha partecipato ai funerali di padre Osvaldo Lemme, il frate francescano morto all’età di 97 anni. In tantissimi gli hanno voluto porgere l’ultimo saluto, riempiendo la chiesa e il sagrato di Santa Maria Valleverde. Alle esequie anche il sindaco Settimio Santilli e i consiglieri comunali, le confraternite, le associazioni e la Misericordia di Celano fortemente voluta da padre Osvaldo. C’erano poi i suoi confratelli francescani e tanti sacerdoti. Il rito è stato officiato dal padre provinciale Luigi Recchia. L’omelia è stata affidata a padre Nando Simonetti, nato a Celano, che è stato da sempre vicino a padre Osvaldo. «Padre Osvaldo ha rappresentato una figura importante della nostra comunità e non solo», ha detto, «ricordo quando quasi 40 anni fa è arrivato qui a Celano e noi ragazzi vedevamo questo frate che aveva un approccio totalmente diverso. Le sue omelie, il suo amare la chiesa». Padre Nando ha ricordato molti avvenimenti, come il presepe vivente organizzato proprio lì a Santa Maria, il suo essere devotissimo alla Madonna, ma soprattutto la sua missione al fianco dei poveri. «Padre Osvaldo è morto povero, come ha vissuto», ha ricordato il superiore del convento francescano di Celano, padre Roberto. Un ricordo del frate francescano è stato fatto al termine della funzione anche dal sindaco Santilli. Il primo cittadino ha parlato dei consigli che riceveva, della biblioteca, un lascito importante non solo per Celano, considerando l’importanza dei testi e documenti contenuti al suo interno. «Una comunità francescana», ha evidenziato il sindaco, «che a Celano ha fatto molto di più della politica. Ricordo padre Corrado Signore che ha realizzato la clinica Immacolata e padre Osvaldo con la biblioteca: hanno donato due eccellenze che ci invidiano in Italia». Padre Osvaldo Lemme era nato il 12 maggio del 1920 a San Martino sulla Marrucina, nel Chietino. Durante la guerra ha svolto il suo ministero a Lanciano, mentre all’Aquila è stato direttore del collegio di San Bernardino. Al termine della cerimonia funebre è stato tumulato nel cimitero di Celano.
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