Paganica oggi ricorda il partigiano Panone

31 Ottobre 2015

Lo storico Walter Cavalieri ha scritto un libro su una figura poco nota della Resistenza all’Aquila

PAGANICA. Viene presentato oggi alle ore 17 nel centro civico di Paganica il libro “Io scelgo l'Italia, in ricordo del partigiano Valentino Panone”.

L'autore del libro è Walter Cavalieri storico che si è occupato a lungo delle vicende aquilane di prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. I suoi studi sono punti di riferimento irrinunciabili per chi vuole capire meglio cosa accadde fra il 1940 e il 1945 nel capoluogo.

La storia di Valentino Panone è una storia avventurosa fatta di continui colpi di scena che Cavalieri racconta con una scrittura coinvolgente. Nel libro ci sono anche molte foto e documenti.

Ecco cosa scrive Cavalieri nella sua introduzione: «Questa breve pubblicazione vuole onorare la memoria di un patriota e di tutti coloro che come lui, negli anni bui dell’occupazione tedesca, hanno animato la Resistenza nei nostri territori senza assurgere a notorietà, senza comparire nei ruolini delle unità partigiane combattenti e senza ricevere duraturi tributi di pubblica riconoscenza.

L’impegno civile di Valentino Panone s’inserisce a pieno titolo nella folta schiera di uomini e donne che si esposero a rischi quotidiani e si offrirono a sacrifici immani non come protagonisti, ma come parte di quell’ordito diffuso e spesso anonimo che a ben riflettere fece della Resistenza un fenomeno di massa. Parliamo delle migliaia di militari, di contadini, di ferrovieri, di impiegati, di insegnanti, di religiosi che si adoperarono nella salvezza di vite umane e nel riscatto dell’Italia dalla vergogna nella quale era stata precipitata dalle velleità belliciste del fascismo.

Nel caso specifico che è oggetto di questa ricostruzione, parliamo di un giovane figlio di emigrati che per amor di Patria sceglie di tornare in Italia e che da militare vive lo sfascio dell’8 settembre e l’onta dell’occupazione nazista. La sua conoscenza delle lingue ne fece obtorto collo un interprete al servizio dei tedeschi, ma il suo rifiuto di farsi complice delle nefandezze degli occupanti gli costò mesi di carcere duro, torture, processi e minacce di morte. In questo, come in altri casi, rendere giustizia a chi si è battuto silenziosamente per la libertà è un dovere non rinviabile, perché la memoria è un lavoro del presente. E anche questo piccolo tassello contribuirà a consegnare alle nuove generazioni quel patrimonio di valori positivi che è l’unica alternativa alla barbarie.

Quel giorno del settembre 1943 la locomotiva a vapore, superate Terni e Rieti, arrancava ormai sbuffando lungo il ripido dislivello che da Antrodoco conduce verso L’Aquila. Stanco ma fiducioso di arrivare presto a destinazione, un giovane marinaio proveniente da La Spezia scrutava con crescente curiosità paesaggi via via più rinserrati fra le montagne.

Ma che ci faceva fra le montagne il marinaio Valentino Panone? In realtà la sua storia personale partiva da molto lontano e la curiosità ci spinge a ripercorrerla per sommi capi».

Valentino Panone è deceduto nel 2000.

Il figlio, l'ingegner Claudio Panone, ne ha raccolto le memorie e l'eredità morale.

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