Paganica ricorda l’ostetrica Maria Pacifici

22 Luglio 2015

Nel gennaio 1915 fece nascere due gemelli da una donna morta insieme al marito sotto le macerie

L’AQUILA. Sabato prossimo 25 luglio, alle ore 17,30 a Paganica, avrà il felice epilogo, la storia dell’Ostetrica Maria Pacifici, alla quale verrà intitolato uno slargo davanti al presidio della Asl, che mi fu raccontata e documentata dal figlio Augusto Rossi, due giorni prima del terremoto del 6 aprile 2009. Ero appena uscito di casa, dopo un ennesimo movimento tellurico, e Augusto si trovava fuori al giardino di casa sua, non appena mi vide mi chiese, con un gesto eloquente, se avevo sentito la scossa, gli risposi di sì e lui mi confidò di aver paura di tutto questo sciame sismico poiché gli ritornava in mente quello del 1915 che distrusse la Marsica. Vidi il suo volto deprimersi, mi sedetti accanto a lui e come un fiume in piena, a 102 anni di età, lucido come un ventenne, chi lo ha conosciuto ne e’ testimone oculare, iniziò a raccontare «Io di mio padre» disse «ho un vago ricordo, poiché dopo la nascita di mia sorella Giacinta, dalle nostre parti non c’era lavoro ed emigrò in Francia in cerca di fortuna. Dopo alcuni mesi dalla sua partenza, alla famiglia arrivò la notizia della sua morte. Mia madre, rimasta vedova, per poter portare avanti la famiglia, si avvalse del suo diploma da ostetrica per chiedere lavoro, così gli fu assegnata la “missione”, di questo si trattava in quei tempi, nel comune di Lecce nei Marsi. Per la tipologia del suo lavoro, non le fu possibile portarsi dietro i figli, così io e mia sorella, rimanemmo a Paganica con i nonni paterni. Quando il 13 gennaio del 1915, ci fu la forte scossa di terremoto che distrusse Avezzano e la Marsica, avevo 8 anni e mia sorella Giacinta 5, dormivamo nello stesso letto, tanto fu forte il movimento tellurico che battemmo la testa l’uno contro l’altro finché ci presero i nonni e fuggimmo verso “Fonte Vecchia”. Ricordo che i miei nonni erano molto preoccupati per mia madre, ma ben presto fummo rassicurati da lei, la quale, dopo essersi sincerata sulle nostre condizioni, preferì rimanere nel paesino marsicano, per lenire le sofferenze e i disagi dei tanti feriti. Quando ancora tremava, si trovò a soccorrere una donna incinta al nono mese, morta assieme a suo marito sotto le macerie della propria abitazione, portando alla luce due gemelli. Poi, con l’aiuto dei vicini di casa, dedicò loro tutto il tempo disponibile fino all’età in cui si poterono affidare all’Orfanotrofio di Amatrice, in quanto in quei tempi, pur volendoli adottare, la legge non lo permetteva. Raccontava anche che nell’ottobre del 1917 sempre a Lecce nei Marsi, fece nascere, Mario Spallone, l’uomo che poi divenne medico di diversi personaggi della politica Italiana tra i quali Palmiro Togliatti».

Raffaele Alloggia

Paganica