Paganica, riserva di acqua per l’irrigazione

15 Marzo 2022

L’AQUILA. Realizzare con i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) una riserva di acqua per l’irrigazione nelle due cave Teges che si trovano in località Pontignone a Paganica. Lo...

L’AQUILA. Realizzare con i fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) una riserva di acqua per l’irrigazione nelle due cave Teges che si trovano in località Pontignone a Paganica.
Lo propone Raffaele Alloggia, cittadino da sempre sensibile ai temi ambientali e all’agricoltura del territorio e lo fa anche a nome dell’Associazione produttori di fagioli di Paganica.
«Statisticamente», scrive Alloggia, «il quantitativo d’acqua proveniente dalle piogge e dalla neve nel corso dell’anno è più o meno sempre lo stesso, solo che si concentrano in periodi, in luoghi e in modi diversi da come avveniva nel passato. È indispensabile quindi che l’acqua per l’irrigazione venga raccolta in bacini capienti per gestire meglio la distribuzione dell’acqua nei periodi in cui le colture ne hanno bisogno e anche per ripristinare l’irrigazione su quei terreni che a causa dell’abbassamento delle falde acquifere sono rimasti incolti, seppur fertili. Nel caso del territorio di Paganica, l’acqua proveniente dalla sorgente del fiume Vera e dalla Riga di Mezzo, che durante l’estate viene utilizzata per irrigare i campi e gli orti, nel resto dell’anno riversano le proprie acque nel fiume Aterno».
«Gli allevatori e i giovani agricoltori dell’Associazione produttori di fagioli di Paganica, legati al presidio Slow Food Abruzzo», prosegue Alloggia, che hanno fatto dell’agricoltura una scelta di vita sono preoccupati per la nuova stagione in arrivo in relazione soprattutto alle eccessive perdite d’acqua, sia dei canali principali che quelli secondari tutti in terra battuta, che rendono problematica l’irrigazione. Chiedono alle istituzioni che l’acqua venga raccolta nelle due cave dell’ex Teges, attingendo ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’opera da anni auspicata potrà sostenere l’irrigazione a valle di essa, migliorando di conseguenza, l’irrigazione alla parte più alta della pianura. È un’opportunità irripetibile», afferma in conclusione Alloggia. (g.p.)
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