Paganica, è polemica sull’affresco sparito

L’immagine sacra era all’interno di una cappellina dedicata a San Vincenzo Rossi (storico): «Un errore». Galletti (Usi civici): «Inevitabile per fare i restauri»
L’AQUILA. E' polemica a Paganica per i lavori di ristrutturazione di una piccola cappella votiva dedicata a San Vincenzo Ferreri che si trova al centro dell'incrocio fra via Onna e via Sant'Emidio. I lavori si sono resi necessari in quanto l'edicola sacra era pericolante. L'opera di ristrutturazione è stata finanziata dall'amministrazione per i beni separati di Uso civico. La polemica non è sulla ristrutturazione in sé ma sul fatto che l'affresco interno alla cappellina con l'immagine del Santo è stato “colpevolmente” demolito secondo alcune versioni o, secondo altre versioni, era talmente malridotto che sarebbe crollato da solo a causa delle infiltrazioni d'acqua. A dare la “notizia” della “scomparsa” dell'immagine di San Vincenzo Ferreri è stato ieri mattina su Facebook Fernando Rossi lo storico di Paganica che cura una pagina denominata “Paganica de na vote”. Così ha scritto Rossi mettendo anche la foto del prima e dopo: «Ecco come si cancellano secoli di storia di una comunità: il restauro secondo le più moderne tecnologie paganichesi. La Soprintendenza alle belle arti ne era al corrente? Rifaranno un nuovo affresco per la gioia dei paganichesi? Tanto valeva toglierlo di lì definitivamente. Era solo sporco per i schizzi di fango, bastava lavarlo e metterci un vetro per proteggerlo. Era comunque preferibile lasciarlo così». Chiaramente sono partiti i commenti pro e contro. La replica dell'amministrazione degli Usi civici non si è fatta attendere». «In merito alle voci polemiche sulla ristrutturazione dell'edicola di San Vincenzo a Paganica, in qualità di presidente degli Usi Civici», ha scritto in una nota Ferdinando Galletti, «voglio puntualizzare e fare chiarezza su diversi aspetti. L'edicola votiva con l'immagine sacra non è vincolata dalla Soprintendenza, anche perché già ricostruita negli anni Duemila. Abbiamo deciso, d'accordo con la comunità dei residenti, di avviare i lavori di ristrutturazione perché la cappellina era pericolante e rappresentava un pericolo per i cittadini. Prima di guardare le pagliuzze negli occhi degli altri invito chi parla a guardare e riflettere sulla trave che ha nell'occhio: la Valle della Madonna d'Appari. Chi vuol capire, capisca». L'edicola sacra fino a una ventina di anni fa era appoggiata a una casetta in pietra. Quando si rese necessario ampliare l'incrocio fra via Onna e via Sant'Emidio fu lasciata al suo posto su richiesta dei paganichesi legati sentimentalmente a quella immagine.
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