Pagavano 20 euro, ricattati in quindici

Ecco le accuse per i due bulli arrestati. Il dirigente De Stavola: «Da sempre in prima linea contro questi fenomeni»
ROCCARASO. Chiedevano 20 euro al giorno, soldi che gli studenti di ogni stanza del convitto dell’Alberghiero dovevano pagare per non incappare in ritorsioni. Provvedimenti punitivi scattati in almeno un paio di casi, con botte nei confronti di chi si era ribellato. Una quindicina gli studenti taglieggiati. Sono alcuni particolari dell’indagine che ha portato all’arresto di due minorenni residenti nelle province di Foggia e Salerno. Un terzo giovane, maggiorenne, è stato denunciato per favoreggiamento. Bulli senza scrupoli, che agivano con un codice criminale ben preciso, stando a quanto ricostruito dagli investigatori. A loro i carabinieri della stazione di Roccaraso, guidati dal luogotenente Domenico Cavalca, sono arrivati dopo la denuncia di un genitore e dopo aver condotto una minuziosa indagine. A incastrare la coppia di baby estorsori anche alcune registrazioni. I provvedimenti, emessi dal tribunale per i minorenni, sono stati eseguiti dai carabinieri della compagnia di Roccaraso, agli ordini del capitano Domenico Fiorini.
Vicenda che ha fatto rumore, non solo a Roccaraso, ma che in alcun modo deve minare il buon nome dell’istituto. A tal proposito, interviene anche il dirigente scolastico, Pino De Stavola. «Relativamente all’accaduto, lo sgomento e la delusione sono misti al vuoto di informazioni che purtroppo ha caratterizzato tutta la vicenda», afferma il preside, «la presenza di procedimenti ci impone il silenzio e il riserbo sui fatti che hanno una lettura, la nostra, di un tenore completamente diverso, così come dichiarato al maresciallo dei carabinieri di Roccaraso in diverse occasioni e fin dalle prime ore dell’accaduto». Un esito della vicenda che ha suscitato stupore e sorpresa anche da parte di dirigenti e docenti dell’istituto, che fin dall’apertura dell’anno scolastico si sono attivati per una strategia di prevenzione dei reati all’interno della scuola e del convitto in cui alloggiano soprattutto studenti provenienti da fuori regione. «Ritengo importante sottolineare che fin dal primo giorno di scuola ci siamo attivati per mettere in atto azioni di contrasto e prevenzione ai fenomeni del bullismo, delle dipendenze e del disagio giovanile», sottolinea ancora il dirigente scolastico, «il convitto e la scuola sono lo specchio della società in cui viviamo, in cui, purtroppo, questi fenomeni esistono. Non vuole essere minimamente una giustificazione, ma una constatazione che impegna tutti e che sta impegnando noi come scuola, realtà che deve preparare e accompagnare i ragazzi alla vita, giorno dopo giorno». A conferma dell’impegno dell’Alberghiero in questa direzione, il preside De Stavola, afferma che ci sono le collaborazioni che sono state attivate, fin dal mese di settembre, con l’Arma dei carabinieri, con la polizia di Stato, con la guardia di Finanza. «Non posso dimenticare, inoltre», prosegue il dirigente scolastico, «la collaborazione che abbiamo avviato con i servizi di prevenzione della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila per iniziare un percorso dedicato alle tematiche del disagio giovanile, di educazione all’affettività e di prevenzione delle dipendenze. Nell’ambito dell’offerta formativa dell’istituto, sarà attivato uno sportello di ascolto rivolto agli studenti e studentesse e a tutto il personale della scuola. Questo a ulteriore testimonianza della vicinanza e dell’ascolto che la scuola è sempre pronta a dare alle loro richieste, problematiche ed esigenze». Conclude De Stavola: «Insieme alle altre istituzioni sul territorio, siamo in prima linea, per il bene dei nostri ragazzi e della comunità all’interno della quale il nostro istituto opera».
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