Pagina Facebook oscurata, parla la docente

14 Maggio 2019

Tiziana Di Pietro insegna Diritto in un istituto: «Nessun contenuto violento, razzista o antisemita»

SULMONA. «Un semplice cambio di nome della pagina, non contenuti violenti, razzisti o antisemiti, ha determinato la chiusura della pagina Facebook che è stata aperta da un privato, simpatizzante della Lega e non è collegata in alcun modo con il profilo ufficiale della Lega di Salvini».
A parlare è Tiziana Di Pietro, insegnante di Diritto in una scuola cittadina, che si dichiara «ingiustamente accusata di comportamenti che non fanno parte della sua educazione e del suo stile personale». Il profilo è tra le 23 pagine italiane, con oltre 2,46 milioni di follower che, secondo un’indagine della Ong Avaaz (diritti umani e campagne ambientali), condividevano «informazioni false e contenuti divisivi contro i migranti, antivaccini e antisemiti» e che sono state cancellate da Facebook a due settimane dalle elezioni europee. Oltre la metà delle pagine cancellate era a sostegno di Lega o M5S. «L’equivoco è iniziato dal fatto di aver ceduto una mia pagina dedicata esclusivamente contro il bullismo ad una persona a me vicina», spiega l’insegnante, «che dopo aver cambiato il nome in Lega Salvini Sulmona, l'ha utilizzata per fini di propaganda politica, senza mai usare volgarità o fake news, e in poco tempo è cresciuta fino ad arrivare a 23 mila follower. In questa pagina che io ogni tanto controllavo, non c’erano contenuti violenti, non c’erano istigazioni all’odio, ma solo alcuni link con la foto di Salvini e sue frasi tipo “oggi vi penso”, “oggi vi voglio bene”, e ogni tanto qualche punta di satira e di ironia sugli avversari politici. Non c’erano parolacce e offese di alcun genere. Poi, l’altro giorno l’avviso che la pagina era stata chiusa. Ma solo perché era stato cambiato il nome».
Nel motivare l'oscuramento della pagina, scrive testualmente: “la tua pagina non è più pubblicata, sembra che un’attività recente sulla tua pagina non rispetti le condizioni delle pagine Facebook riguardanti le modifiche al nome della pagina o le unioni. Ciò include comportamenti come connessioni fuorvianti tra pagine o una mancata corrispondenza tra nome e contenuto della pagina”. «Sono amareggiata per essere stata coinvolta in una storia che non mi appartiene», la Di Pietro, «mi dispiace che anche il nome della mia città venga associato a cose spiacevoli, che non fanno parte della realtà».(c.l.)
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