Pagliare, altro appello contro l’antenna

23 Settembre 2018

L’AQUILA. Il gruppo alpini di Genzano di Sassa si è dato appuntamento alla chiesa di San Pietro di Pagliare, nella cui diocesi ricadono le frazioni di Pagliare, Genzano e Palombaia, per procedere...

L’AQUILA. Il gruppo alpini di Genzano di Sassa si è dato appuntamento alla chiesa di San Pietro di Pagliare, nella cui diocesi ricadono le frazioni di Pagliare, Genzano e Palombaia, per procedere alla periodica potatura della vegetazione, antistante la chiesa del XII secolo (in origine più risalente, essendo costruita sui resti di un tempio italico/romano e come tale una delle più antiche della Valle dell’Aterno), trascurata negli ultimi anni a causa delle diverse priorità dettate dalle calamità avvenute dal 2009 in poi, e che hanno visto il gruppo Ana assorbito da altre attività.
«La potatura», scrivono i promotori dell’iniziativa, «ha riaperto ai fedeli che si recano a messa (nella storica chiesa, ormai perfettamente agibile dopo i lavori di ristrutturazione post-sisma) la completa visuale della parte orientale della conca aquilana anche se, purtroppo, tale panorama è oggi deturpato pesantemente da una mostruosa antenna metallica di circa 35 metri d’altezza (facente parte della sperimentazione 5G) innalzata in questi giorni e con lavori ancora in corso sull’area antistante la chiesa, a meno di 50 metri di distanza. Il posizionamento dell’antenna, che oggi deturpa l’antico frontale della chiesa monumentale, è stato oggetto, peraltro, di un’accesa riunione nella quale gli abitanti delle tre frazioni hanno concordato che faranno tutto il possibile per fare in modo che tale mostro (di cui, tra l’altro, non è nota la pericolosità sulla salute delle persone residenti nelle vicinanze e di quelle che si recano a messa) venga rimosso al più presto. Desta meraviglia», concludono, «il fatto che la Soprintendenza, sempre pronta a intervenire, sia rimasta inerte in questo caso e abbia permesso la realizzazione dello scempio, visibile da chilometri di distanza, che offende un patrimonio storico-architettonico unico nella vallata».