Palamara all’Aquila, c’è il primo sì del Csm

Altri movimenti: il giudice Gargarella, dopo quasi 30 anni di processi, approda in Corte d’Appello
L’AQUILA. Novità in arrivo al palazzo di giustizia dell’Aquila a fronte di due storie del tutto diverse.
Infatti c’è un primo via libera dal Csm al trasferimento chiesto dal pm romano Luca Palamara inquisito dalla Procura di Perugia. Il primo sì arriva dalla prima commissione competente sulle incompatibilità ambientali e funzionali, ma ora dovrà esprimersi la terza Commissione. Palamara (la madre Anna Maria D’Alessio è di Chieti) aveva chiesto di essere destinato alla Corte d’Appello, ma ha poi cambiato la richiesta, indicando il tribunale dell’Aquila.
Invece il giudice Giuseppe Romano Gargarella, dopo quasi 30 anni di carriera in tribunale, ha deciso di andare, per l’appunto, in Corte d’Appello. Egli iniziò a lavorare nel capoluogo di regione fin dal 25 febbraio 1989 come uditore per poi trasferirsi dal 1990 al 1993 nella sezione penale del tribunale di Bergamo. Tornato all’Aquila nello stesso anno, nella veste di pretore si occupò, nel febbraio del 1993, della contestata realizzazione del distributore Ip avversato dagli ambientalisti. Poi si occupò del caso Cabbioni e di altre vicende urbanistiche di rilievo nelle quali vennero coinvolti importanti politici dell’epoca. Nel 1999 ha seguito, come giudice monocratico, la vicenda riguardante la metro di superficie. Come gup prosciolse l’ex coordinatore del Pd, Denis Verdini e l’imprenditore Riccardo Fusi: erano imputati per tentato abuso di ufficio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 dell’Aquila e per la ricostruzione post-terremoto. Gargarella mandò a giudizio l’ex commissione Grandi Rischi ed è stato presidente del collegio del Riesame del caso Parolisi.
Come gup ha esaminato, tra le tante, le inchieste “Aquila nera” e quella sul clan Cozzolino. In carriera non ha mai ricevuto critiche da persone da lui giudicate colpevoli. (g.g.)
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