Palasport Giappone, via ai lavori

Il progetto finanziato con 6 milioni dal governo nipponico, entro un anno sarà completato
L’AQUILA. La donazione era stata promessa all’indomani del sisma che ha devastato la città. Ieri, dopo cinque anni e una serie di ostacoli amministrativi via via superati, nell’area sportiva di Centi Colella si è tenuta la cerimonia della posa della prima pietra del Palazzetto dello Sport che verrà realizzato grazie a 5 milioni e 700mila euro donati dal governo giapponese. Con il sindaco Massimo Cialente e l’assessore allo Sport Emanuela Iorio, alla cerimonia hanno partecipato l’ambasciatore giapponese in Italia Kazuyoshi Umemoto e l’architetto che ha realizzato il progetto, Shigheru Iwakiri.
I lavori, la cui riconsegna è prevista tra un anno, sono stati affidati a un’associazione temporanea di imprese costituita da Stahlbau Pichler Srl e Costruzioni generali Gilardi Spa.
L’impostazione generale del progetto muove da considerazioni legate alla polifunzionalità della struttura pensata, infatti, oltre che per lo svolgimento di manifestazioni sportive, anche per poter ospitare eventi, concerti e mostre. Ciò anche grazie alla presenza di tribune retrattili che consentono l’aumento dell’area del parterre.
Un complesso, in grado di ospitare, tra spalti e campo, fino a tremila persone, che – in virtù delle caratteristiche strutturali dell’edificio che prevede l’uso di isolatori sismici – potrà essere utilizzato anche per far fronte a eventuali situazioni di emergenza. Il Palasport, progettato con una conformazione spaziale, sorgerà in un’area di 13700 metri quadrati – compresa tra la statale 17, il centro universitario sportivo e il campo del rugby – che ricade all’interno del piano speciale territoriale di Colle Macchione.
Le risorse donate dal Giappone saranno utilizzate per la realizzazione della struttura, mentre il costo degli arredi sarà a carico del Comune che provvederà anche alla sistemazione degli spazi all’aperto di pertinenza del Palasport con zone verdi e parcheggi.
«Quest’opera», ha detto nel corso della cerimonia l’ambasciatore Umemoto, «vuole esser il simbolo dell’amicizia tra due popoli. E vuole rappresentare anche un segno di speranza per i giovani che ne saranno i principali fruitori». L’ambasciatore ha poi ricordato la sua prima visita all’Aquila avvenuta alcuni mesi dopo il terremoto, in occasione del G8. Una visita che si chiuse proprio con l’adesione del governo giapponese alla famosa «lista di nozze», ovvero con la promessa di una donazione per favorire la rinascita della città. Detto e fatto. L’ambasciatore ha colto l’occasione, infine, per ricordare la solidarietà ricevuta dall’Italia dopo il disastro provocato dal terremoto e dallo tsunami del 2011.©RIPRODUZIONE RISERVATA

