Palazzine Ater, demolizione al via: così le case lasciano il posto alle auto

Nell’area a ridosso delle mura urbiche verrà realizzato un parcheggio a raso per novanta vetture E in base all’accordo l’Ater riceverà 46 appartamenti. Biondi: «Risposta alle esigenze dei residenti»
L’AQUILA. Alle 12 in punto nell’area è risuonato il rumore del motore del cingolato. In alto, proprio in cima all’enorme braccio meccanico, c’è una pinza che, manovrata come se fosse un forcone, attraversa come un panetto di burro la parete della palazzina da demolire. È una scena che per ogni aquilano che ha vissuto il terremoto e le successive demolizioni fa sempre una certa impressione. A essere tranciate, in un turbinio di acqua nebulizzata per evitare le polveri, questa volta sono le strutture delle palazzine Ater a Porta Leoni. Una demolizione che arriva al termine di una lunga procedura che ha visto impegnati da una parte il Comune dell’Aquila e dall’altra l’Ater, azienda territoriale per l’edilizia residenziale, proprietaria, ai tempi del sisma del 2009 delle palazzine poste a fianco dell’omonima porta, proprio sopra le mura storiche e a un passo dal complesso di San Bernardino. In basso, con il casco in testa, a guardare venir giù i primi pezzi di muro, ci sono anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il vice Raffaele Daniele e l’assessore alle Opere pubbliche Vito Colonna.
LA DEMOLIZIONE
I lavori di demolizione, se non ci saranno intoppi, dovrebbero durare 10 giorni per una spesa complessiva di un milione di euro. Una demolizione arrivata con qualche ritardo perché, come spesso accade quando si ha a che fare con l’edilizia della metà del secolo scorso, durante le operazioni di eliminazione delle componenti che devono essere smaltite separatamente, come ad esempio le tubature, le inferriate, le finestre e le porte, è emersa anche una quantità di amianto superiore a quanto previsto. In corso d’opera, i tecnici hanno addirittura rinvenuto anche ordigni bellici della Seconda guerra mondiale. Problematiche che hanno rallentato i lavori. Quando il demolitore finirà di tranciare le strutture, si continuerà con la rimozione delle macerie, intervento che durerà almeno trenta giorni.
SAGGI ARCHEOLOGICI
Subito dopo, appena l’area sarà liberata dalle macerie, sono previsti i saggi archeologici al di sotto dei piani di fondazione dei vecchi edifici, per accertare la presenza di eventuali significativi reperti e anche in previsione del fatto che il progetto finale prevede un parcheggio multipiano. Le indagini saranno coordinate dalla Soprintendenza.
I PARCHEGGI
Le indagini archeologiche sono propedeutiche all’avvio dei lavori per la realizzazione del parcheggio a raso con relativi sottoservizi, pavimentazione e impianto di illuminazione. I posti auto previsti in questa prima fase sono 90, una boccata di ossigeno per una città che sta soffrendo proprio per la mancanza di posti auto. A chi saranno destinati? Una quota sarà destinata ai residenti, un’altra a servizio del commercio del centro, e una terza a disposizione degli uffici che dovrebbero occupare, una volta restaurati, gli spazi del complesso di San Bernardino, dove in passato era ospitato anche il distretto militare.
IL PARCHEGGIO INTERRATO
Secondo step del progetto, nelle intenzioni del Comune, è quello della costruzione di un parcheggio interrato della capacità di circa 200 posti auto, realizzato in un punto strategico proprio a ridosso delle antiche mura e del centro storico.
ACCORDO COMUNE ATER
«L’accordo di permuta sottoscritto con l’Ater», spiega il sindaco Biondi, «rappresenta un’operazione straordinaria con la quale siamo riusciti a portare a termine un procedimento sospeso da anni. La realizzazione di un parcheggio di prossimità, con 90 posti auto, rappresenta una risposta concreta alle esigenze di residenti, commercianti e fruitori del centro storico. Contiamo di avviare il prima possibile anche la seconda fase di progettazione per la creazione di 200 posteggi interrati». L’utilizzazione dell’insediamento abitativo di Porta Leoni è stata resa possibile grazie alla convenzione siglata tra il Comune e l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale con la quale quest’ultima riceverà dall'amministrazione 46 appartamenti del fondo delle sostituzioni equivalenti, case di aquilani che hanno preferito ricostruire la propria abitazione in un’altra città. Si tratta quindi di unità immobiliari diventate di proprietà comunale, nuove o ristrutturate, sia in centro che in periferia, per un valore complessivo di 11 milioni e mezzo di euro.
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