Palazzo a rischio crollo, il giudice dispone una consulenza tecnica

24 Luglio 2022

Le quaranta famiglie che vivono nell’edificio diffidate dal sindaco a mettere in sicurezza l’immobile Ma alcuni condomini hanno contestato la relazione che certifica la pericolosità della struttura  

SULMONA. Il palazzo rappresenta un pericolo e il sindaco Gianfranco Di Piero diffida i condomini, concedendogli 90 giorni di tempo per le messa in sicurezza della struttura. In caso contrario interverranno gli uffici comunali, per ragioni di sicurezza e di incolumità pubblica, a transennare l’area circostante l’edificio e a interdire il transito pubblico nei tratti stradali nei quali insiste il palazzo ritenuto pericolante. Si fa sempre più difficile la situazione per un edificio di viale Costanza che, sulla scorta dei carotaggi e dei controlli eseguiti per accertarne la stabilità sismica in base alla quale poter accedere ai benefìci del Superbonus, è risultata a rischio crollo. Nel palazzo abitano quaranta famiglie, alcune delle quali hanno già avviato le operazioni di trasloco per permettere la messa in sicurezza del palazzo.
Ma non tutti i condomini sono d’accordo con il risultato degli accertamenti eseguiti e alcuni di loro si sono rivolti al giudice del tribunale di Sulmona contestando la validità e veridicità della relazione che certifica la pericolosità dell’immobile. E il 13 luglio scorso, il giudice unico Marta Sarnelli, ha nominato un consulente tecnico d’ufficio per dirimere la questione.
In particolare il giudice ha chiesto al consulente tecnico di valutare la sicurezza e la stabilità dell’immobile sulla base della normativa vigente in materia anche sismica, facendo verifiche autonome di controllo e ha chiesto, inoltre, di verificare se l’edificio risulti adeguato alla classe d’uso per la quale è stato progettato.
E ancora, il consulente tecnico deve esprimersi sulla necessità degli interventi ritenuti urgenti. E se sì dovrà indicare quali sono i lavori necessari, se è sufficiente un intervento di esteso consolidamento o se invece è necessario un intervento di demolizione e costruzione.
Le operazioni da parte del Ctu sono iniziate martedì scorso e ha 60 giorni di tempo per concludere il lavoro. Insomma, una situazione molto ingarbugliata che rischia di ripercuotersi pesantemente su tutti i nuclei familiari residenti nella struttura, qualora dalla relazione del Ctu nominato dal tribunale di Sulmona, l’edificio risulti davvero pericoloso e il giudice confermi, di conseguenza, la necessità di provvedere alla demolizione.
In quel caso infatti, potrebbe essere ormai fuori tempo massimo la possibilità dei residenti, di poter ricorrere ai benefìci del Superbonus 110 con il risultato che dovranno intervenire con risorse proprie per la messa in sicurezza del palazzo.
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