Palazzo Branconi-Farinosi Lavori al via dopo 12 anni

L’AQUILA. Sono iniziati i lavori di recupero di Palazzo Branconi-Farinosi, uno degli edifici di maggior valore storico della città dell’Aquila. Dopo una fase di progettazione dalla lunga e...
L’AQUILA. Sono iniziati i lavori di recupero di Palazzo Branconi-Farinosi, uno degli edifici di maggior valore storico della città dell’Aquila.
Dopo una fase di progettazione dalla lunga e travagliata gestazione, lo scorso 4 giugno si è potuto dare avvio alle opere di cantierizzazione tanto attese, a dodici anni dal terremoto. L’intervento prevede, oltre alla riparazione e al miglioramento sismico, anche il restauro degli affreschi e delle altre opere d’arte interne.
IL PALAZZO. Situato tra piazza San Silvestro, via Garibaldi e via Gignano, Palazzo Branconi-Farinosi fu costruito tra il primo ventennio del Cinquecento e la seconda metà del Seicento – accorpando una serie di unità edilizie autonome – per volontà della famiglia Branconio, originaria di Collebrincioni. Il capostipite del casato era Giovanbattista, orafo e consigliere dei papi Leone X e Clemente VII nonché amico personale di Raffaello Sanzio, che volle ritrarsi insieme a lui in un famoso dipinto conservato oggi al Louvre. L’edificio, di proprietà della Bper, ha riportato, in seguito al terremoto del 6 aprile 2009, danni importanti, con lesioni di taglio nelle pareti perimetrali e crolli parziali della copertura. Gli interni del palazzo custodiscono, tra le altre cose, due cortili e alcuni cicli di affreschi molto preziosi, tra cui quelli della Sala dei putti, della Sala delle storie bibliche e della Sala delle storie di San Clemente.
IL PROGETTO. Nel 2013 la Banca popolare dell’Emilia Romagna affidò l’incarico della progettazione a un’associazione temporanea d’impresa costituita dagli studi tecnici Inverardi, dell’Aquila, e Del Boccio, di Sulmona, affiancati da uno spin-off dell’Università degli studi di Firenze, DiaCon, fondato da Giacomo Tempesta, professore di Statica nell’Ateneo toscano. Progettisti e strutturisti hanno lavorato di concerto non soltanto con la Soprintendenza, ma anche con l’Opificio delle pietre dure, uno dei più importanti istituti internazionali di restauro, che ha sede a Firenze e che opera alle dirette dipendenze del ministero della Cultura. Il progetto per la ristrutturazione del prestigioso immobile era pronto già alla fine del 2018, ma alcune osservazioni e richieste di modifiche avanzate dalla proprietà ne hanno ritardato l’approvazione definitiva, con la relativa concessione del contributo da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione.
L’INTERVENTO. I lavori, che dureranno tre anni e il cui importo ammonta a 10,7 milioni di euro, saranno eseguiti da un raggruppamento temporaneo di imprese costituito dalla Cmb di Carpi e dall’impresa aquilana Fratelli Ettore e Carlo Barattelli. Il coordinatore della parte tecnica sarà l’architetto Carlotta Inverardi, che spiega: «Si tratta di un intervento di recupero molto complesso, dove bisognerà far procedere parallelamente i lavori di consolidamento strutturale con quelli di restauro delle opere d’arte interne. A quest'ultima parte sono destinati, non a caso, ben due dei 10 milioni di euro del contributo. Alcuni affreschi, come quelli del ciclo di San Clemente, sono stati smontati e dovranno essere quindi ricollocati al loro posto».
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