Palazzo Carli, premi alle idee degli studenti

2 Luglio 2021

Concluso il concorso per le proposte di ristrutturazione e riutilizzo della sede originaria dell’ateneo

L’AQUILA. Trasformare palazzo Carli, sede storica del Rettorato, edificio in cui è nata l’università dell’Aquila, in un incubatore di creatività aperto alla comunità. È con questo obiettivo che si è svolto il concorso di idee per il restauro del complesso architettonico.
Undici i lavori presentati, da parte degli studenti dello stesso ateneo, dei quali ieri ne sono stati premiati cinque. Al progetto primo classificato, “RestArt” firmato da De Angelis, Panepucci e Tosonne sono andati 5mila euro; al secondo, “What is more?” di Bevini, Cavalieri, Di Rollo e Ruggieri 3mila euro; al terzo, “Festina Lente” di Celi e Vespasiano 2mila euro. A conferire i riconoscimenti, il rettore Edoardo Alesse e il sindaco Pierluigi Biondi. «Siamo stati messi in forte imbarazzo, perché tutti i progetti presentati sono molto validi. Adesso faremo una sintesi delle proposte, creeremo un gruppo di lavoro per realizzare uno studio di fattibilità», ha spiegato il prorettore Pierluigi De Bernardinis, presidente della commissione esaminatrice che ha coinvolto i professori Renato Morganti e Gianni Di Giovanni, oltre agli ingegneri Vittorio Fabrizi e Stefania De Gregorio. «C’è anche un progetto dell’Ance che prenderemo in considerazione. Al termine di questa operazione consegneremo tutto al Provveditorato, stazione appaltante. Ci auguriamo di poter terminare nei prossimi sei mesi lo studio di fattibilità e che quanto prima si possa attivare la fase progettuale vera e propria».
Per la struttura sono già stati erogati 30 milioni dal Cipe. Il concorso è nato con l’intento di coinvolgere gli studenti nella ricerca di idee innovative e nello sviluppo di progettualità per la “ri-attualizzazione” del palazzo al fine di favorirne il riuso attraverso il restauro architettonico delle parti meritevoli di conservazione e tutela e l’eventuale trasformazione controllata delle parti incongrue, anche secondo operazioni di retrofit, al fine di innalzare i livelli prestazionali dell’intero fabbricato in funzione delle nuove attività che saranno svolte all’interno del palazzo. «C’è qualcuno che sostiene che all’Aquila non succeda mai niente; al contrario, ogni giorno accadono cose positive anche grazie alla sinergia tra le istituzioni che stanno concorrendo al grande progetto di ricostruzione della città, sociale ed etica prima ancora che fisica», ha aggiunto Biondi, «in questo senso l’università è un punto di riferimento fondamentale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA