Palazzo Carli, si lavora a una cessione al Comune

30 Giugno 2016

L’AQUILA. «È solo un’ipotesi, niente di concreto». La rettrice dell’Ateneo aquilano, Paola Inverardi, sembra essere scettica sulla possibilità di trasformare una parte di palazzo Carli, sede dell’Aten...

L’AQUILA. «È solo un’ipotesi, niente di concreto». La rettrice dell’Ateneo aquilano, Paola Inverardi, sembra essere scettica sulla possibilità di trasformare una parte di palazzo Carli, sede dell’Ateneo aquilano fino al 6 aprile 2009, in un albergo a cinque stelle. «Siamo interessati a un ragionamento complessivo e non ad operazioni spot. Dobbiamo pensare a un piano che prenda in considerazione anche altri beni, in primis l’ex San Salvatore, attualmente ristrutturato solo in parte», specifica al termine di un incontro che si è tenuto ieri mattina in Comune e a cui hanno partecipato il sindaco Massimo Cialente, il suo vice Nicola Trifuoggi, l’assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, e il dirigente del settore, Vittorio Fabrizi, il titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione del Comune dell’Aquila (Usra), Raniero Fabrizi, la presidente del Consiglio territoriale di partecipazione “L’Aquila Centro”, Fabiana Costanzi, e l’ingegner Nino La Torretta, promotore della proposta.

«Noi, come Università, siamo disposti a parlare con tutti e siamo interessati a tutto ciò che può accelerare la rinascita della città, ma dobbiamo preservare gli interessi dell’Ateneo», spiega la rettrice. «Palazzo Carli è un fabbricato pubblico vincolato che prima o poi riceverà i dovuti finanziamenti, per cui non siamo disposti a cederlo senza garanzie». In cambio si potrebbe pensare alla ristrutturazione della porzione dell’ex ospedale San Salvatore (oggi sede del polo umanistico d’Ateneo) che ancora aspetta un intervento. «Su palazzo Carli esiste già il progetto di un incubatole culturale, tanto che l’Ance si è offerta di donare una progettazione in tal senso. Non intendiamo abbandonare i nostri piani se non c’è un miglioramento complessivo della situazione dell’Ateneo», conclude la rettrice. «È importante anche attirare investimenti privati, ma questi devono servirci per un disegno più ampio. D’altra parte non esiste neanche un progetto per la realizzazione dell’hotel».(m.c.)

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