Palazzo della Provincia, tempi più lunghi

8 Luglio 2020

Sede di via Sant’Agostino, Il sindaco nomina la commissione per “sanare” le difformità con l’accordo di programma 2016

L’AQUILA. Il sindaco Pierluigi Biondi ha firmato il 3 luglio un decreto con il quale nomina la commissione di vigilanza che deve “sanare” alcune difformità edilizie che rischiano di bloccare la demolizione e successiva ricostruzione del palazzo della Provincia in via Sant’Agostino.
LE TAPPE. La commissione è prevista dall’accordo di programma del 2016 fra Provincia, Comune e Soprintendenza, accordo che dava il via a interventi unitari (sia pubblici che privati) nella zona di ingresso alla città tra corso Federico II, via Sant’Agostino, piazza della Repubblica. In realtà gli accordi di programma su quell’area sono due. Il primo è del 2011 e fu firmato da Comune e Provincia (proprietaria degli immobili pubblici) con l’obiettivo di accelerare la ricostruzione di un’area simbolo del terremoto: l’ex palazzo del governo, la chiesa-teatro Sant’Agostino e la sede istituzionale della Provincia da demolire e riedificare. Cinque anni dopo, nel 2016, fu stipulata una nuova intesa perché nell’accordo di programma (che è, semplificando, un mini-piano regolatore) entrarono a far parte anche alcuni edifici privati: il palazzo del benzinaio – prima snobbato e oggi pluricelebrato – e condomìni a fianco alla sede istituzionale della Provincia. “La nuova intesa” spiegò nel 2016 l’allora l’assessore comunale Pietro Di Stefano, “comprende il palazzo del distributore, un altro immobile lungo via Sant’Agostino, la sede della Provincia posta lungo la stessa strada e piazzale Paoli. Tutto sarà messo a sistema rifunzionalizzando quell’ampio pezzo di città. Il portico proseguirà dal cinema Massimo girando intorno per risalire lungo via Sant’Agostino. Nell’accordo di programma ci ha chiesto di essere inserito anche il condominio Villa Fausta. I residenti del palazzo del distributore cederanno la superficie per la realizzazione del portico fra i due palazzi che creerà un collegamento visivo tra Corso Federico II e via Sant’Agostino”.
I TEMPI. La ricostruzione privata – come noto – negli ultimi anni è andata avanti molto più spedita di quella pubblica, tanto che gli edifici privati inseriti nell’accordo di programma sono praticamente rifatti. Il resto va più a rilento e il palazzo della Provincia attende ancora la demolizione. Nel decreto del sindaco, datato 3 luglio, si dà conto di problemi sorti all’ultimo momento. “Nel corso delle lavorazioni”, si legge, “sono state riscontrate alcune incongruenze e marginali variazioni rispetto a quanto previsto dall’accordo di programma e ciò sia nel Palazzo del Governo (ex convento degli Agostiniani), che nella ricostruzione del fabbricato privato prossimo al Palazzo della Provincia, in via Sant’Agostino, variazioni e incongruenze tali da produrre alterazioni, sia pur contenute, alle previste distanze tra gli edifici stessi”. Tali questioni furono segnalate dalla Provincia già a fine 2019, tanto che il 17 dicembre ci fu una riunione tra gli enti interessati e fu lì che si decise di convocare il Collegio di vigilanza per sciogliere i nodi. L’alternativa sarebbe stata di rivedere il contratto di programma con i tempi che si sarebbero allungati a dismisura. Il Collegio è un istituto previsto nel caso di modifiche non sostanziali, ma che comunque vanno verificate. I membri della commissione nominati da Biondi sono il dirigente comunale Domenico de Nardis, il dirigente provinciale Nicolino D’Amico e la soprintendente Alessandra Vittorini (o un suo delegato). La speranza è che le verifiche vengano fatte al più presto in modo da poter andare avanti e completare gli interventi previsti dall’accordo di programma dando avvio, in particolare, alla demolizione e ricostruzione del palazzo.
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