Palazzo di giustizia, via ai lavori per realizzare l’autorimessa

15 Agosto 2021

Dopo anni si sblocca l’appalto, il progetto preliminare per l’ampliamento dell’edificio risale al 2003 L’intervento ammonta a 800mila euro, critiche al Comune per il forte ritardo nel completare l’opera

L’AQUILA. Dopo anni si sbloccano, se pur parzialmente, i lavori al Palazzo di giustizia fermi da anni. In particolare con due diverse determine pubblicate a ridosso di Ferragosto il Comune ha approvato il «progetto esecutivo per il completamento delle strutture dell’autorimessa interrata, primo lotto» e ha dato il via all’iter della procedura negoziata (semplificata rispetto alle normali fare di appalto) con l’approvazione della lettera di invito alle imprese. I lavori per l’autorimessa ammontano a circa 800.000 euro. In realtà quello che si va a completare oggi è uno stralcio di lavori ben più corposi di cui si parla dal 2003 che prevedevano anche l’ampliamento del Palazzo di giustizia. In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario forti critiche sono giunte al Comune, per i ritardi nei lavori, da parte del presidente della Corte di Appello, Fabrizia Ida Francabandera. «La permanenza del cantiere» disse la presidente nella sua relazione «che in realtà non è più tale essendo i lavori fermi da oltre un decennio, continua a porre diversi problemi limitando la gestione delle uscite di sicurezza e impedendo l’accesso all’immobile dalla nuova ala». Negli atti comunali viene ripercorsa la travagliata storia di quei lavori.
ANNO 2003. «Con delibera di giunta comunale del 30 maggio 2003», si legge nelle recenti determine, «fu approvato un progetto preliminare generale per il palazzo di giustizia che prevedeva opere di straordinaria manutenzione e opere di ampliamento quali la realizzazione di un’autorimessa sotterranea a due livelli e la costruzione di un fabbricato di quattro piani fuori terra».
ANNO 2005. Nel marzo 2005 «fu approvato il progetto definitivo con il quale si avviò la richiesta di finanziamenti e venne riconosciuto, in prima istanza, un fondo pari a 3.350.839 euro, di cui 2.550.839 stanziati dal Cipe, 800.000 euro tramite mutuo contratto dal Comune dell’Aquila con Cassa depositi e prestiti». Nel novembre 2005 «fu approvato il progetto esecutivo del primo lotto per un importo complessivo di 3.350.839 euro».
ANNO 2006. Nell’aprile 2006 fu affidato l’appalto con un ribasso intorno al 25 per cento. L’anno successivo fu redatta una perizia di variante che aumentava la cifra per fare i lavori.
ANNO 2009. «A causa del sisma del 6 aprile 2009», è scritto ancora nelle determine, «le lavorazioni in corso vennero interrotte; a tale data erano stati emessi già quattro certificati di pagamento in conto per totali netti di 1.681.293 euro, di cui l’ultimo in data 7 gennaio 2009, su un totale di lavori eseguiti pari a 1.805.720. Pertanto restavano da eseguire lavori netti per 561.919 euro. Successivamente al sisma è stato emesso, ma non incassato, il quinto Sal. Dopo l’evento sismico i lavori sono ripresi limitatamente alla messa in sicurezza del cantiere come da indicazioni del verbale di ripresa post-sisma. In seguito l’impresa non ha mai ripreso i lavori nonostante i ripetuti solleciti e gli ordini di servizio emessi arrivando, di contro, a citare il Comune dell’Aquila dinanzi al tribunale civile dell’Aquila nell’aprile 2013».
LA SENTENZA DEL 2018. Il giudizio relativo alla citazione «si è concluso con una sentenza del settembre 2018 con la quale il tribunale civile dell’Aquila ha rigettato le pretese dell’impresa nei confronti del Comune dell’Aquila condannando comunque quest’ultimo a pagare 115.399 euro come per legge ed interessi in misura legale dalla data della domanda giudiziale e fino all’effettivo soddisfo».
ANNO 2019. Nel 2019 il Comune «approva la proposta di risoluzione contrattuale con l’impresa» facendo riferimento a una delibera di giunta del 2015 dove si leggeva: «Preso atto dell’impossibilità di realizzare l’ampliamento del tribunale, si dispone di redigere apposita perizia di variante diretta alla realizzazione dei lavori necessari alla completa realizzazione e funzionalità della autorimessa a servizio del tribunale».
ANNO 2020. Dopo altri intoppi si giunge al 2020 quando «il Responsabile unico del procedimento, a seguito della rinuncia all’incarico da parte di un professionista precedentemente incaricato ha richiesto ad altro tecnico la redazione di una perizia di variante» e così a fine dicembre 2020 è stato redatto «il progetto esecutivo per il completamento delle strutture dell’autorimessa interrata, primo lotto» per un importo lavori di 827.635 euro. Ora almeno per l’autorimessa si vede la luce in fondo al tunnel.