Palazzo Emiciclo, non sarà Iannini a eseguire i lavori

28 Febbraio 2016

Il Consiglio di Stato ha ribaltato una decisione del Tar e ha riaggiudicato l’opera L’appalto da oltre 10 milioni affidato all’Ati capeggiata da Rosa Edilizia

L’AQUILA. Nuovo colpo di scena negli eterni lavori di ristrutturazione del Palazzo dell’Emiciclo, sede del consiglio regionale. A scrivere l’ultimo capitolo della spinosa vicenda amministrativa è stata la quinta sezione del Consiglio di Stato, che con una sentenza depositata tre giorni fa ha rimesso in sella il raggruppamento temporaneo di imprese capeggiato dalla Rosa Edilizia srl. In buona sostanza i giudici di palazzo Spada hanno annullato l’aggiudicazione delle opere affidate all’Ati di cui fa parte l’imprenditore aquilano Eliseo Iannini, che era stato riammesso dal Tar nel 2015. Ricostruire la vicenda giuridico-amministrativa è davvero complicato, visto che è stata costellata da una serie incredibile di ricorsi e annullamenti di atti in autotutela. La notevole mole di contenzioso ha determinato, nel corso degli anni, ritardi pazzeschi nel recupero del complesso danneggiato dal terremoto del 2009. La base d’asta dei lavori ammonta a dieci milioni e 648mila euro, e ad aggiudicarsi le opere è il raggruppamento temporaneo d’imprese con a capo Rosa Edilizia. Le imprese S.a.c. - Società appalti costruzioni s.r.l. e Iannini Costruzioni s.r.l., sentendosi danneggiate, propongono ricorso al Tar Abruzzo. Nel 2015 il Tar dà loro ragione e annulla tutti gli atti impugnati, dichiarando l’inefficacia del contratto di appalto eventualmente stipulato. Contro la sentenza di primo grado propone appello la Regione. Sac e Costruzioni Iannini si costituiscono eccependo, tra l’altro, che il progetto definitivo presentato da Rosa Edilizia prevederebbe una variante non consentita. Anche questo profilo viene disatteso dai giudici, con il Consiglio di Stato che ribalta ancora la situazione, bocciando tutti i motivi addotti dal raggruppamento di cui fa parte Iannini. La sentenza è stata depositata il 25 febbraio scorso. «Sono infondati», si legge infatti nella decisione, «tutti i motivi volti a sostenere l’inidoneità del progetto definitivo. Decisiva è la circostanza», proseguono i giudici, «che nelle more del presente giudizio d’appello, la Regione Abruzzo ha approvato il progetto definitivo presentato dalla Rosa Edilizia. Il fatto poi che ai fini dell’isolamento sismico degli edifici la Rosa Edilizia abbia offerto soluzioni progettuali comportanti una classe d’uso e una vita nominale degli stessi superiore a quella prevista nel progetto preliminare non fornisce la prova, in assenza di ulteriori specifiche allegazioni, che sia stata violata la par condicio, né tanto meno che tale soluzione sarebbe antieconomica per la stazione appaltante». Per questi motivi i giudici di Palazzo Spada accolgono il ricorso della Regione. Ma questi due capitoli (Tar e Consiglio di Stato), sono solo gli ultimi due di una lunga sequela di ricorsi amministrativi. Il progetto per la riqualificazione del palazzo è stato presentato nel 2014, nonostante la questione fosse già all’attenzione della giustizia amministrativa a causa di pochi decimali di differenza tra le offerte presentate dalle due compagini concorrenti. Terremoto a parte, il fatto macroscopico è rappresentato dai precedenti lavori di ristrutturazione della sede del consiglio regionale, nella parte dell’edificio ex Gil.

L’immobile, infatti, era stato oggetto di importanti lavori di recupero costati milioni. A inaugurare la nuova aula consiliare era intervenuto l’allora presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Era il 15 settembre 2007. (red.aq.)

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