Palazzo ex Liceo Classico Entro l’anno la gara

4 Ottobre 2018

I lavori del complesso che comprende anche Convitto e Camera di commercio rallentati dai ricorsi al Tar. Dall’appalto le opere dureranno circa due anni

L’AQUILA. Il passo di lumaca con cui sta procedendo la ricostruzione pubblica, sta riconsegnando un centro storico pieno di vuoti, zone in cui, accanto a palazzi riedificati, ci sono case e fabbricati ancora diroccati, rimasti fermi al 6 aprile 2009.
Uno di questi “buchi neri” è il Palazzo del Convitto, l’enorme edificio che affaccia sui Quattro Cantoni, dove, prima del terremoto, avevano sede la Biblioteca provinciale, il Liceo Classico, la Camera di commercio e, appunto, il Convitto nazionale.
Costruito dopo l’Unità d’Italia sulle fondamenta dell’ex convento di San Francesco (dove, nel 1444, soggiornò e morì San Bernardino da Siena), con i suoi 16mila metri quadrati, è, insieme al complesso dell’ex ospedale San Salvatore, l’aggregato pubblico più grande della città. Proprio le sue dimensioni, unitamente al fatto che la proprietà è frazionata tra più enti (Provincia, Camera di commercio e Convitto), è stato uno dei motivi che ha reso l’iter per la progettazione dell’intervento di recupero particolarmente lungo e complesso. Anche se, a rallentare tutto, sono stati i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato presentati dopo che il Provveditorato alle Opere pubbliche (la stazione appaltante) aveva assegnato, in seguito a una gara, la stesura del progetto definitivo a un’Ati, costituita dal Consorzio di progettazione Leonardo e dal prestigioso studio di architettura Gae Aulenti. Dopo vari passaggi tra i due Tribunali amministrativi, la vicenda si è conclusa con la sconfitta dei ricorrenti. A quel punto, per velocizzare i tempi, il Provveditorato ha spacchettato l’intervento in due stralci, ciascuno da 15 milioni di euro. Il progetto esecutivo del primo stralcio, che comprende i locali della Biblioteca Tommasi, il vecchio Liceo Classico, la Camera di commercio, il bar Eden e la chiesa dell’Immacolata Concezione, è stato già approvato e entro la fine dell’anno dovrebbe andare a gara (tempo previsto per i lavori, due anni). Nel mentre, il Provveditorato completerà il progetto esecutivo del secondo stralcio, che riguarda la restante parte del palazzo, di proprietà del Convitto. Una volta completati i lavori, l’edificio dovrebbe tornare a ospitare gli uffici che c’erano prima del terremoto, ma un nutrito gruppo di associazioni e comitati civici, capitanati da Auser (Associazione per l’invecchiamento attivo), chiede che la nuova funzione venga discussa pubblicamente, in un tavolo aperto e attraverso un confronto con i cittadini. Se ne parlerà il 12 ottobre al Festival della Partecipazione – promosso da ActionAid e Cittadinanzattiva con il contributo di Slow Food Italia – in un evento, curato dalla cooperativa Mètis Community Solutions, che si terrà a Palazzo Fibbioni.
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