Palazzo Margherita, lavori ancora fermi

Il sindaco Cialente: «Esiste un problema al Genio civile con una pratica che non si riesce a sbloccare»
L’AQUILA. Lavori bloccati a Palazzo Margherita, sede del Comune. Il cantiere, in realtà, non è mai partito, nonostante l’inaugurazione in pompa magna, avvenuta il 7 novembre scorso. Un taglio del nastro più di facciata che sostanziale, stando al bilancio a sette mesi di distanza. L’intervento da 9 milioni di euro di cui 5 milioni raccolti da Federcasse, è “congelato”, in attesa dell’autorizzazione finale del Genio civile, che avrebbe dovuto dare il via libera definitivo all’inizio dei lavori. Un parare atteso da mesi, sollecitato dall’ex assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano e dallo stesso sindaco Massimo Cialente, ma che, stando alle carte, ancora non risulta trasmesso. Senza la chiusura dell’iter burocratico, le ruspe non possono entrare in azione. Il sindaco taglia corto: «C’è un problema con il Genio civile», dice Cialente, «quindi i lavori non possono partire. Una pratica lunghissima, che stiamo seguendo da mesi, ma che non si riesce a sbloccare». Eppure il 7 novembre scorso erano tutti lì: davanti a Palazzo Margherita, a tagliare il nastro d’inaugurazione del cantiere. Cerimonia organizzata dalla ditta aggiudicataria dei lavori, l’associazione temporanea di imprese (Ati), guidata dalla Samoa restauro di Salerno, di cui fanno parte la Sepe costruzioni di Napoli e la Digimastri dell’Aquila. Il gruppo di progettazione è stato guidato dall’Università dell’Aquila: per le caratteristiche innovative, il progetto ha attirato l’attenzione degli atenei di tutto il mondo, tanto da essere illustrato anche in Australia.
Sta di fatto che, a distanza di oltre otto anni dal sisma a sette mesi dall’inaugurazione, il cantiere è fermo. Anche la Bcc Roma, che ha fornito un contributo all’operazione guidando la raccolta di Federcasse, non è più intervenuta sull’argomento. Un segnale evidente di presa di distanza dal territorio, con cui la Banca non ha più dialogato. «Quanto avvenuto ha dell’incredibile», afferma Cialente. «Non si può tenere bloccato un cantiere pubblico per mesi, per un semplice parere». La fase di consolidamento e recupero della struttura si sarebbe dovuta concludere in 500 giorni, secondo la scaletta degli interventi dettata dall’impresa che si è aggiudicata i lavori. Lungaggini burocratiche che hanno bloccato finora buona parte della ricostruzione pubblica, in centro storico, creando dei grandi “buchi” che sarà difficile colmare in breve tempo: è il caso dell’enorme aggregato che fa angolo ai Quattro cantoni e comprende l’ex Liceo Classico, la Biblioteca provinciale, il Convitto nazionale e l’ex sede della Camera di commercio dell’Aquila, ancora in fase di progettazione. (m.p.)
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