Palazzo Margherita torna nel 2022 4 milioni per accelerare sui lavori

15 Settembre 2021

Il Comune approva la variante al progetto che consentirà di stralciare l’intervento sulla Torre civica Cantiere chiuso a marzo. L’edificio ospiterà sala consiliare e uffici municipali di rappresentanza

L’AQUILA. La città attende da 12 anni e mezzo il ritorno di palazzo Margherita, storica “casa” della municipalità aquilana sede, fino al 6 aprile 2009, del Comune dell’Aquila. Dopo continui rinvii e un percorso a ostacoli che ha fatto slittare più volte la fine dei lavori, la giunta comunale ha approvato una variante da 4 milioni di euro al progetto di ristrutturazione che consentirà di stralciare l’intervento sulla Torre civica. Con un obiettivo preciso: restituire il palazzo agli aquilani entro marzo 2022, data che potrebbe cadere a ridosso delle prossime elezioni amministrative.
VARIANTE NECESSARIA. «Ora si potrà procedere al completamento dei lavori», dichiara il vicesindaco e assessore alla Ricostruzione pubblica, Raffaele Daniele, «con la delibera approvata sarà possibile distinguere i percorsi: la Torre civica sarà oggetto di un intervento diverso e il cantiere potrà essere riconsegnato entro marzo 2022».
Partito nel 2017, l’intervento di ristrutturazione di palazzo Margherita sarebbe dovuto terminare due anni dopo, ma intoppi tecnici e continue verifiche hanno fatto slittare inizialmente al 2021 il taglio del nastro. Ma ci vorrà altro tempo: il nuovo cronoprogramma prevede il taglio del nastro a primavera 2022. La necessità di una variante in corso d’opera era stata anticipata dal responsabile unico del procedimento, Mario Di Gregorio, e del direttore dei lavori, Marta Fiorelli, nel corso della quinta commissione consiliare del Comune, in cui era stato affrontato l’argomento.
Dopo la chiusura del cantiere dovrà essere effettuato il collaudo, che richiederà circa 60 giorni.
COSTI AGGIUNTIVI. Quasi 12 milioni di euro: la variante necessaria per l’ultimazione dei lavori costerà il 27% dell’importo previsto inizialmente e sarà coperta dai ribassi d’asta. Comprenderà maggiori consolidamenti, la sostituzione della tipologia di impianto, da quello con sonde geotermiche a uno più tradizionale, e adeguamenti alla nuova normativa per l’impianto elettrico. A incidere sui tempi di riconsegna dell’edificio anche i ritrovamenti dei reperti archeologici, che hanno comportato una serie di prescrizioni da parte della Soprintendenza, in particolare sulle opere in fondazione, costringendo i tecnici a modificare il progetto. Il secondo ostacolo riguarda proprio la Torre civica, da cui lo scorso 2 febbraio sono caduti calcinacci che hanno comportato la chiusura di tutta l’area.
TORRE CIVICA. Sulla torre civica, sovrastata dall’orologio che ha scandito per secoli il ritmo di vita degli aquilani, verrà montato un telaio di acciaio, collegato alle murature, a consolidamento della struttura, che ha subìto una rotazione nel corso del tempo e che sarà di sostegno alla scala metallica interna di accesso all’orologio. Lo spostamento progressivo della torre, registrato finora, richiederà un adeguamento strutturale molto più incisivo di quanto rilevato nel primo progetto: nel corso del tempo sono emerse lesioni importanti ai “cantonali”, grandi conci in pietra che formano gli angoli della torre e che, in diverse porzioni, sono risultati frantumati e da sostituire. Sarà in coerenza con il progetto iniziale, invece, l’adeguamento della parte più ampia del palazzo. A inizio 2020 è stata approvata una variante in corso d’opera per effettuare alcune modifiche come il trasferimento della sala consiliare, inizialmente al secondo piano, che è stata riportata al primo, nei locali che ospitano l’affresco del pittore aquilano Fulvio Muzi. L’intervento, 11 milioni e 700mila euro, è eseguito dal consorzio “Margherita Scarl”. Palazzo Margherita ospiterà gli uffici di rappresentanza e la sala consiliare.
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