Palazzo Marrelli, si sblocca il progetto fermo da 12 anni

Bando per il recupero, a disposizione fondi per 14 milioni Al piano terra aree commerciali, al primo spazi per il sociale
L’AQUILA. Luce in fondo al tunnel per la ristrutturazione del mega-aggregato “Palazzo Marrelli” fra piazza Palazzo e via Sallustio. L’Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp, ente controllato dalla Regione) nei giorni scorsi ha pubblicato il bando per “l’affidamento della progettazione di fattibilità tecnica ed economica e della progettazione definitiva ed esecutiva per il recupero urbanistico e funzionale dell’aggregato edilizio denominato Palazzo Marrelli situato nel centro storico dell’Aquila”. Per i lavori i soldi ci sono da tempo. Infatti la delibera Cipe numero 48 del 2016 ha previsto un contributo di 14 milioni di euro. Per i soli lavori edilizi la stima è di circa 10 milioni.
IL PROGETTO. “L’intervento”, si legge negli indirizzi di progettazione, “riguarda i lavori di riparazione e miglioramento sismico e completa ristrutturazione, con recupero urbanistico e funzionale, dell’aggregato edilizio Palazzo Marrelli. L’edificio, anche noto come condominio Santa Maria ad Civitatem (o ex Ipab) proprietà dell’orfanotrofio civico maschile San Giuseppe è da epoca immemore amministrato da enti benefici che, attraverso lasciti e donazioni, ne hanno assicurato il mantenimento nel tempo. A seguito degli eventi simici del 2009 l’immobile è risultato danneggiato con esito E, e risulta attualmente, dopo la messa in sicurezza provvisoria, non utilizzato. La configurazione strutturale dell’edificio”, si legge ancora, “è costituita da una muratura in pietra per le strutture verticali, da volte in pietra ai livelli più bassi e in laterizio ai livelli superiori e da una copertura lignea”.
SPAZIO POLIFUNZIONALE. L’Asp intende procedere “al pieno recupero del compendio immobiliare per attivarvi ai piani superiori una serie di funzioni a fini solidaristici e al piano terra una galleria commerciale che possa garantire una redditività continuativa. Il progetto per la valorizzazione e gestione condivisa dell'immobile dovrà dunque prevedere la conversione di Palazzo Marrelli in un edificio polifunzionale che permetta la realizzazione di azioni di forte impatto sociale condivise tra le principali anime sociali del territorio e che consenta di potenziare l’attrattiva commerciale del centro storico”. Tale riutilizzo di Palazzo Marrelli viene giustificato anche dal fatto che “la città dell’Aquila ha un’importante fascia di popolazione in condizione di povertà assoluta, sia in relazione alla crisi economica nazionale e regionale, oltre che locale, sia in relazione ad alcuni effetti del sisma che ancora permangono, come la chiusura di attività danneggiate, ovvero non in grado di sopravvivere perché collocate in aree con rarefazione abitativa a causa della delocalizzazione delle famiglie. Il sistema dei servizi sociali si inserisce in tale cornice con tutta la sua criticità storica e con particolari carenze sia a livello di risorse che di percorsi innovativi del sistema di welfare regionale – sempre più orientato ai servizi ad alta soglia e al socio-sanitario – e decisamente limitato per quanto riguarda l’area della promozione del benessere e della prevenzione del disagio psico-sociale”.
I DANNI. “Il danno all’edificio rilevato nel post-sisma”, conclude il documento, “mostra un quadro fessurativo estremamente diffuso nella totalità del fabbricato che riguarda sia le murature sia le volte, i solai e le coperture, con crolli soprattutto negli orizzontamenti voltati. Sono presenti lesioni sub verticali nelle pareti di facciata, sintomo di una irregolarità muraria particolarmente accentuata e di un percorso tensionale articolato, spesso causa di lesioni da schiacciamento. Vi sono molte fessure tra il piano orizzontale e le pareti, in particolare lungo la facciata prospiciente via Marrelli”.
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