Palazzo Mazara, affidato il progetto per il recupero

19 Settembre 2018

I lavori dovranno riguardare la messa in sicurezza dell’antico edificio Fu dichiarato inagibile in seguito al terremoto che 2 anni fa devastò Amatrice

SULMONA. È stato affidato il progetto preliminare per i lavori di consolidamento sismico e ristrutturazione di Palazzo Mazara. Lo storico palazzo nobiliare è stato sede fino al 9 gennaio 2017 del Centro regionale dei beni culturali e degli uffici della presidenza del consiglio di Palazzo San Francesco, che si trova di fronte. Poi incuria e abbandono hanno preso il sopravvento sulla struttura, finita in un video che in poche ore è diventato virale sulla rete lo scorso luglio. Con determina dirigenziale, firmata dal dirigente del quarto settore Amedeo D’Eramo e disponibile sull’albo pretorio istituzionale del Comune di Sulmona, è stata affidata la progettazione preliminare dei lavori di messa in sicurezza di Palazzo Mazara, per un importo complessivo di 3 milioni e 775 mila euro, all’architetto Antonio Zavarella.
Sulla scorta di quanto già avvenuto con Palazzo Meliorati si va avanti sul fronte dell’adeguamento e della ristrutturazione degli edifici comunali.
«Abbiamo dato l’incarico e ora dobbiamo reperire anche altre fonti di finanziamento prima di approvare il progetto definitivo», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Nicola Angelucci, «e la conseguente gara d’appalto».
La struttura è stata dichiarata inagibile dopo il sisma di Amatrice dell’agosto di due anni fa che ha colpito anche alcune zone dell’Umbria e delle Marche, facendo tornare la paura anche in Abruzzo. Tanto da spingere i dipendenti a interessare la Protezione civile per verificare la tenuta statica del palazzo, secondo loro messa a rischio da quelle crepe sorte dopo le ultime scosse in Centro Italia. I tecnici della Protezione civile decretarono all’epoca l’inagibilità del palazzo, con gli uffici che vennero trasferiti nell’ex caserma Pace. Ora, a distanza di un anno e mezzo dalla chiusura, i segni del degrado e dell’abbandono iniziano a essere visibili anche all’esterno, dove una grondaia si è rotta e quando piove da un angolo del tetto viene giù acqua come da una pompa e le infiltrazioni cominciano anche a rovinare la facciata.
Inoltre, un altro grosso problema sono i piccioni che hanno eletto come loro nido la storica dimora, sporcando di guano i loggiati e le scale. Palazzo Mazara nasce dalle rovine del sisma del 1706, esattamente da un vecchio edificio del ’500. Architettura e decorazioni del complesso risalirebbero alla seconda metà del Settecento. Un documento notarile certifica l’esistenza del palazzo nel 1748 di proprietà dell’antica famiglia nobiliare sulmonese.
La cultura artistica napoletana è ravvisabile in una planimetria del palazzo che illustra l’ideazione di una scalinata a 3 rampe, non più realizzata per motivi economici, mentre dopo qualche anno venne costruita la fontana, attualmente collocata su un terrazzo, dove prima c’era un giardino pensile su via Peligna. Il palazzo, a fine luglio scorso, è stato anche oggetto di un esposto – presentato da un privato, comproprietario dell’immobile assieme al Comune – per sollecitare i lavori e mettere fine allo stato di abbandono e degrado.
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