Palazzo sotto il ponte Indecisi sull’abbattimento

Nell’assemblea con l’assessore Liris i residenti della struttura Belvedere chiedono garanzie al Comune. Qualcuno ipotizza anche di demolire il viadotto
L’AQUILA. «Non importa tanto se il palazzo, risalente agli anni Trenta, al civico 29 di via Fontesecco, verrà abbattuto o meno. L’importante è che ci sia un percorso condiviso, tra noi condòmini, e poi con il Comune. E delle garanzie».
Sono venute fuori svariate proposte, nel corso dell’incontro di ieri sera nel cortile del palazzo sotto il ponte Belvedere. E per il quale l’assessore alle Opere pubbliche e vice sindaco, Guido Liris, dopo i fatti tragici di Genova, ha manifestato l’intenzione di abbatterlo.
All’incontro, per il quale si è adoperato a organizzarlo Alessio Ludovici, hanno partecipato non soltanto i condòmini del palazzo, ma anche i commercianti, i professionisti e i residenti del quartiere di Fontesecco. E il nuovo amministratore Ater, Gianvito Pappalepore. Dopo l’esposizione di Liris e il percorso di sicurezza che l’assessore, insieme agli uffici tecnici – era presente l’ingegnere strutturista Antonio Longo, responsabile del progetto di ricostruzione del ponte – hanno intenzione di mettere in pratica, come la campata in acciaio, sono stati diversi i pareri dei condòmini che hanno voglia di andare via, perché non si sentono sicuri e non riescono più a dormire dopo i fatti di Genova. Come Mara Sciarretta, che ha chiesto «garanzie. O si abbatte oppure no il ponte, vogliamo garanzie», ha sottolineato rivolta all’assessore.
Anche Devid Roselli, che ha ipotizzato l’abbattimento del ponte: «A cosa serve?». L’ipotesi di togliere il ponte dalla città l’ha adombrata pure il consigliere comunale di opposizione, che ha partecipato all’incontro, Giustino Masciocco. «Bisogna valutarne l’effettiva consistenza, altrimenti potrebbe essere pericoloso anche per chi passa sotto. Allora, che facciamo? Non costruiamo più ponti?».
Liris, dal canto suo, ha tenuto a precisa due cose. La prima: «Il viadotto è sicuro, non ci sono pericoli di crolli e quando verrà ricostruito, la campata sarà in acciaio. Sull’effetiva pericolosità e le condizioni dei piloni, sono in corso ulteriori accertamenti. Ma tutte le relazioni dei tecnici ci dicono che la struttura è sicura». La seconda cosa: «Anche il palazzo è sicuro, dal punto di vista sismico». Il problema, quindi, ha ribadito l’assessore, è nella poca sicurezza su quello «che passa sul ponte e potrebbe cadere».
L’architetto Pietro Pecilli, che ha lo studio in via Fontesecco, propone di abbattere e ricostruire ex novo il ponte e lasciare l’edificio, mandando via le persone che vi abitano e ricollocarci gli uffici comunali. «I condòmini si riuniranno entro breve», ha concluso Ludovici, «per decidere cosa è meglio per loro: avere una nuova casa – sempre in centro – e un incentivo, oppure restare lì. Tra qualche settimana ci sarà una nuova assemblea con Liris, che ci illustrerà prospettive più concrete, dopo le ultime misurazioni e prove sul ponte».
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