Palazzo Torlonia, un caso ad alta tensione

30 Marzo 2018

Di Pangrazio conferma: «Niente polizia locale». E De Angelis chiama D’Alfonso: «Ci tuteleremo»

AVEZZANO. Scontro tra Regione e Comune sull’uso di Palazzo Torlonia. Al mattino, in conferenza stampa, il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ribadisce il no della Regione al trasferimento dell’intero corpo di polizia locale negli storici locali, «destinati alle attività socio-culturali e formative», e assicura il rispetto dei tempi della Regione nell’erogazione dei primi fondi (235mila euro) del Masterplan «messo in cantiere nel 2015 per ridare alla città e alla Marsica un pezzo di storia». Nel pomeriggio una nota durissima del sindaco Gabriele De Angelis, che minaccia fuoco e fiamme contro Regione e Pro loco.
Al mattino Di Pangrazio ha ripercorso le tappe, a partire dalla chiusura dell’Arssa nel 2011, quando insieme a Giovanni D’Amico e Gino Milano presentò un emendamento per vietare la vendita di beni pubblici. «Senza quell’emendamento», ha ricordato il presidente del consiglio regionale, nella sala del Principe insieme all’ingegnere Sergio Di Cintio e al vice presidente della Pro loco, Ilio Leonio, «non saremmo qui a parlare del Masterplan. Per andare spediti, in un’ottica di collaborazione istituzionale, il compito operativo fu affidato al Comune, ma negli ultimi 9 mesi, fatta eccezione per tre incontri col comandante della polizia locale, dove abbiamo ribadito la destinazione d’uso di Palazzo Torlonia, non abbiamo avuto alcun contatto con l’amministrazione. Qui si potrà ospitare solo un piccolo presidio della polizia locale». Di Pangrazio ha corretto al ribasso le cifre del Comune sulle spese e riprecisato la linea della Regione sul futuro di Palazzo Torlonia, dove l’Ente manterrà 3 stanze, a disposizione di chi vuole organizzare eventi, mentre resta aperto il centro studi Palanza. «Occorre fare sinergia istituzionale», ha concluso, «per restituire un gioiello alla città, il Comune si apra al confronto».
Ma da Palazzo di città nessuno spiraglio. Il sindaco De Angelis accusa Di Pangrazio di fare politica ed è pronto a impugnare la decisione della giunta: «Di Pangrazio si è spogliato dell’abito istituzionale e ha indossato la mimetica da campagna elettorale, schierando al suo fianco la Pro loco. La pretesa di riservare alla Regione tre stanze nobili nel palazzo ne è la conferma. Attendiamo il provvedimento di giunta annunciato da Di Pangrazio: i contratti non si modificano unilateralmente. Quel che appare più stravagante è che Di Pangrazio cerchi di cambiare le carte in tavola, malgrado i documenti dicano il contrario. Parlerò col presidente D’Alfonso prima di assumere ogni azione a tutela dell’Ente». De Angelis fa fuoco e fiamme anche contro la Pro loco «accusando alcuni dirigenti di strumentalizzare gli studenti e minacciando di riconsiderare il rapporto col Comune». (m.s.)
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