Palpeggia una ragazza, scatta la condanna

Un anno e otto mesi di carcere a un giovane accusato di aver molestato la donna dopo una serata
SULMONA. Non avrebbe resistito all’istinto di palpeggiarla. Ieri per Manuel Mangiarelli, 29 anni di Sulmona è arrivata la condanna a un anno e otto mesi di reclusione. Pena che resterà sospesa per un quinquennio, in quanto il collegio giudicante ha riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche.
L’accusa aveva chiesto per l’imputato tre anni di reclusione. Mangiarelli è stato inoltre condannato a versare cinquemila euro alla ragazza, assistita nel processo dall’avvocato Piercarlo Cirilli, la quale dovrà essere risarcita in separata sede. La storia risale al 14 dicembre 2013 quando l’imputato e la giovane vittima trascorsero una serata insieme ad altri amici in un bar del centro storico. Alle avance del giovane la ragazza oppose un rifiuto e a una certa ora decise di tornare a casa della nonna, dove aveva previsto di dormire quella sera.
Non contento di com’era finita la serata, sempre secondo le accuse ribadite nel corso del procedimento giudiziario dal pubblico ministero, Manuel Mangiarelli avrebbe però raggiunto la giovane sotto casa della nonna e mentre tentava di convincerla a restare in sua compagnia, le avrebbe messo le mani addosso nonostante la palese ed inequivocabile ritrosia, sempre stando alle accuse, manifestata dalla ragazza.
In quel frangente, proprio perché la giovane continuava a rifiutare le sue avance, il 28enne l’avrebbe afferrata con forza fino a spingerla contro un muro e farla cadere a terra, procurandole così ferite giudicate guaribili in cinque giorni. Questa prognosi è stata certificata dal medico del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona al quale la ragazza si è subito rivolta. Quella sera la giovane fu soccorsa da una vicina di casa che, sentendo le sue grida, era intervenuta pensando si trattasse della figlia. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Alessandro Margiotta ha comunque annunciato di voler impugnare la sentenza, portando il processo Corte d’appello. «Nonostante sia stata concessa la sospensione condizionale della pena, una volta lette le motivazioni, faremo ricorso in appello», sottolinea il legale del 29enne, «ritenendosi il Mangiarelli, totalmente estraneo ai fatti che gli sono stati contestati». (c.l.)
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