Palumbo: centrodestra in silenzio sullo scippo degli uffici
L’AQUILA. «Esattamente un anno fa si svolgeva un infuocato consiglio comunale, richiesto a gran voce dai gruppi di maggioranza, a conclusione del quale fu anche approvato un ordine del giorno, per...
L’AQUILA. «Esattamente un anno fa si svolgeva un infuocato consiglio comunale, richiesto a gran voce dai gruppi di maggioranza, a conclusione del quale fu anche approvato un ordine del giorno, per stigmatizzare la riorganizzazione degli uffici regionali voluta dall’allora giunta D’Alfonso», sostiene il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Stefano Palumbo, «rea di penalizzare la città dell’Aquila a favore della sede regionale pescarese relativamente a importanti funzioni, in particolare quelle delle Opere pubbliche, delle Infrastrutture e Trasporti e del Genio civile, tradizionalmente ubicati nel capoluogo. Contro tale riassetto tuonarono, sindacati, consiglieri e assessori comunali, a cominciare da chi, come Liris, Imprudente e Santangelo, oggi siede su un importante scranno in Regione. Anche io, contrario a quella riorganizzazione, manifestai il mio dissenso sia all’interno del mio partito che pubblicamente».
«Oggi, a distanza di un anno», sostiene Palumbo, «la nuova giunta regionale di centrodestra, mai così bene rappresentata numericamente da esponenti aquilani, vara una riforma della macrostruttura regionale che, di fatto, ricalca in maniera pressoché identica quella di D’Alfonso e del suo esecutivo, confermando il dislocamento di alcune funzioni dall’Aquila a Pescara, senza che nessuno dei protagonisti della rivolta sollevata non più di un anno, fa senta il bisogno di dire una sola parola».
«Non una parola da parte di alcuni sindacalisti ex Ugl», prosegue il capogruppo Pd, «che invece, per la riorganizzazione targata D’Alfonso, si scatenarono letteralmente gridando allo sciacallaggio. Non una parola dal presidente del consiglio comunale Tinari o dall’attuale capogruppo di Forza Italia De Matteis, all’epoca tra i più accalorati contestatori. Non un cenno dal sindaco dell’Aquila. Uno dei più fieri oppositori di quella riorganizzazione, l’allora vicesindaco Liris, oggi, quale assessore regionale, firma addirittura la delibera di giunta con la quale si stabilisce il nuovo assetto degli uffici. Insomma, ciò che lo scorso anno era ritenuto il male assoluto per la regione e, soprattutto, per la città dell’Aquila, adesso è approvato e confermato dall’attuale esecutivo regionale (lo stesso che doveva, stando a quanto affermavano in campagna elettorale, restituire al capoluogo il peso dovuto e riparare alle ingiuste penalizzazioni operate da D’Alfonso)», conclude Palumbo, «con il silenzio assenso della maggioranza in Comune».

