Parata delle pupe Paganica in piazza coi piccoli alunni

6 Giugno 2015

L’AQUILA. Si è concluso, con una coloratissima parata in piazza, il laboratorio per la realizzazione di pupe di cartapesta e canto popolare, tenuto dall’associazione «Yajè», dal Centro permanente di...

L’AQUILA. Si è concluso, con una coloratissima parata in piazza, il laboratorio per la realizzazione di pupe di cartapesta e canto popolare, tenuto dall’associazione «Yajè», dal Centro permanente di ricerca sulla pupazza abruzzese «Libera pupazzeria» di Roio e dal gruppo musicale di ricerca popolare «Vitivinicola italo-abruzzese» in collaborazione con la scuola primaria di Paganica.

«L’intento del progetto», affermano i promotori dell’iniziativa, «doveva essere quello di avvicinare gli alunni ad espressioni artistiche popolari tradizionali, quali la costruzione di manufatti in cartapesta dal forte carattere simbolico e l’elaborazione di canti secondo canoni musicali e ritmici sedimentati nella memoria collettiva. Ma nel corso del lavoro si è andati oltre, grazie all’interesse dimostrato dai partecipanti al progetto e alla presenza nel territorio paganichese di consolidate fonti di ricerca e ricercatori, come il cultore di storia locale Raffaele Alloggia. Si è infatti raggiunto l’obiettivo di creare un legame tra i nuovi figli di un territorio, il cui numero è, tra l’altro, arricchito da bambini di altre etnie, e le espressioni artistiche popolari testimoniate dai loro antenati. Si è realizzata, per la prima volta, la messa in forma di canto dei versi in dialetto paganichese del poeta Giovanni De Paulis sulla vita di San Pietro Celestino, scritti nel 1896 insieme alla costruzione di quattro coppie di pupe di cartapesta raffiguranti tipologie di personaggi testimoni della tradizione agro-pastorale. Si è scelto di concludere il lavoro con la parata delle pupe, accompagnata dai canti e dai suoni di percussioni, organetto e violino, prima nella piazza principale di Paganica e poi per le vie del centro storico, perché il livello di comunicazione raggiunto dai bambini della scuola con la tradizione del territorio dove vivono, fosse attualizzato nel contesto delle odierne condizioni urbanistiche e reso tappa indelebile della loro formazione antropologica».

Da quel 6 aprile del 2009, sono ormai numerose le manifestazioni che si svolgono volutamente nella piazza principale di Paganica, nonostante le strutture circostanti si trovino in condizioni precarie.

«Segno, questo», aggiungono gli organizzatori della manifestazione, «dell’impellente necessità di restituire alla popolazione quei luoghi, anche per una ricostruzione sociale che da troppo tempo viene declamata. Luoghi nei quali, in realtà, nulla a oggi è stato fatto. Mercoledì scorso alla manifestazione sono state coinvolte tre generazioni: nonni, genitori e alunni, quest’ultimi per la prima volta nella loro giovane esistenza in piazza, dove hanno potuto calpestare quei selci, cantare, suonare e ballare. È stato emozionante vedere la piazza così danneggiata dal sisma gremita da tanti ragazzi. Ciò è stato reso possibile grazie anche al servizio d’ordine della Protezione civile di Paganica e dei vigili urbani del Comune».

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