Parcheggi sotterranei finiscono nel mirino Modificati due progetti a ridosso del centro

16 Febbraio 2020

Anche i parcheggi sotterranei che caratterizzeranno, se e quando verranno realizzati, la città nel prossimo futuro hanno dovuto da subito fare i conti con la misura della tutela della cinta muraria....

Anche i parcheggi sotterranei che caratterizzeranno, se e quando verranno realizzati, la città nel prossimo futuro hanno dovuto da subito fare i conti con la misura della tutela della cinta muraria. I progetti in questione, infatti, sono stati rivisti per ridurre quanto più possibile l’impatto sulla cinta. In viale Rendina, alla Villa comunale, per salvaguardare la cinta è stato modificato in itinere il progetto del collegamento meccanizzato (il cosiddetto “ascensore”) tra il terminal di Collemaggio e viale Rendina. L'intervento sarà a carico del Consiglio regionale, nella cornice del piano complessivo che ha portato al restauro del Palazzo dell’Emiciclo, d’intesa con Comune e Soprintendenza. L’idea iniziale è stata modificata in chiave meno impattante.
«Era previsto un progetto che collocava sulle mura un elemento di connessione (ascensore, elevatore o quant’altro)», spiega la soprintendente Alessandra Vittorini (nella foto).
«Abbiamo aperto immediatamente un tavolo con il Consiglio regionale e il Comune dell’Aquila, per suggerire un percorso alternativo, che è quello che si sta seguendo».
Il nuovo progetto, infatti, prevede un collegamento verticale interrato tramite ascensori che utilizza l’accesso dell’esistente galleria che collega il terminal a piazza Duomo. In alternativa, anziché continuare per viale Rendina, sarà possibile accedere ai camminamenti lungo le mura civiche per dirigersi verso Porta Tione o verso viale di Collemaggio. «Una soluzione senz’altro meno impattante, ma altrettanto efficace», sostiene ancora la soprintendente Vittorini.
Anche per il parcheggio interrato di circa 390 posti auto, connesso attraverso un sistema di risalita al centro storico, che collegherà viale della Croce Rossa al centro e al nuovo polo universitario San Salvatore, è stata adottata una scelta di minimo impatto. «Nelle riflessioni che abbiamo condiviso nei tavoli tecnici», conclude la soprintendente, «abbiamo spinto perché l’elemento di salita verticale non andasse ad appoggiarsi all’area esterna delle mura». (m.c.)