Parco commerciale, negozianti furiosi

28 Febbraio 2019

Gli esercenti del centro storico: «Noi costretti a gettare la spugna». Sinistra italiana insorge: territorio in totale abbandono

L’AQUILA. Il Comune approva una delibera per la realizzazione di un nuovo parco commerciale e scoppia la polemica.
La zona interessata dal nuovo insediamento è quella di Centi Colella, vicinissima ai centri commerciali Globo e L’Aquilone. L’atto prevede la variazione di destinazione d’uso, da direzionale a commerciale, di un complesso immobiliare di proprietà della ditta “Ventuno” srl, di Francesca Specchio, proprio accanto al centro direzionale di Poste italiane. Si tratta di quasi 2.500 metri quadrati di vendita, in cambio dei quali la società si impegna a realizzare parcheggi pubblici e verde attrezzato.
La minoranza insorge e parla di «un territorio abbandonato a se stesso, dove il massimo che si può fare è raccogliere i frutti marci di uno strumento urbanistico vecchio di 40 anni», denuncia il Circolo della Sinistra italiana.
Furiosi i commercianti del centro: «È pazzesco. Getto la spugna e chiudo tutto», l’amaro commento di Natalia Nurzia. Arriva lo stop anche dalle associazioni di categoria.
«Il Comune non ci ha fatto sapere nulla. Aspettiamo una convocazione immediata per chiarire questa nuova e decisamente inaspettata situazione», tuona la Confcommercio.
PARCO COMMERCIALE. La delibera che autorizza la variazione di destinazione d’uso porta la data del 18 febbraio scorso. Tra gli interventi è prevista la realizzazione di un manufatto a sviluppo quadrangolare, su un unico livello, distinto in due settori che ospiteranno locali commerciali, servizi di vicinato, e superfici destinate a bar. La società proprietaria dell’area si impegna a realizzare parcheggi pubblici a sud-est, a confine con il centro di smistamento postale, e verde pubblico attrezzato con giochi e arredi, oltre a parcheggi pertinenziali.
NESSUNA PIANIFICAZIONE. «La pianificazione non è di casa in consiglio comunale», affermano Pierluigi Iannarelli ed Enrico Perilli, di Sinistra italiana. «Non è di casa il nuovo Piano regolatore generale, non è di casa una nuova strategia sul territorio. È attuale approvare, in quel luogo, una trasformazione in commerciale? Questo dovrà domandarsi il consiglio comunale: ci aspettiamo che il dibattito consiliare non si riduca alla paletta alzata, ma che valuti effettivamente l’interesse pubblico della proposta rispondendo, o almeno ponendosi, alcune domande».
Sinistra italiana chiede «se sia opportuno insediare un nuovo, grande edificio commerciale in una zona già adeguatamente servita di tali funzioni e se sia opportuno localizzarlo in un ambito urbano la cui evidente vocazione, oggi, è quella dei servizi di qualità, dello sport e del verde». Un altro punto evidenziato dagli esponenti di Sinistra italiana è «se tale scelta sia coerente con la rivitalizzazione del centro storico da più parti continuamente invocata. L’amministrazione guidata dal sindaco Pierluigi Biondi ha perso una grande occasione, per sé e per la città, non portando a casa un Piano regolatore che aspettava solo la fase delle scelte».
VECCHIA URBANISTICA. «La pianificazione è tornata ad essere la vecchia urbanistica attuativa, fatta di care delibere di deroga e di variante, come nel pre-sisma. In compenso ha cambiato nome, se n’è scelto uno ambizioso, Rigenerazione urbana, Mobilità e Sviluppo, ma in quasi due anni nessuno ha visto alcun atto di rigenerazione, men che mai di sviluppo, mentre il progetto della mobilità si muove senza coordinarsi con la ripianificazione del territorio», incalzano Iannarelli e Perilli.
NOI CHIUDIAMO. Sorpresa e delusione. I commercianti del centro storico l’hanno presa così: «Se l’intenzione dell’amministrazione è questa, il centro non lo ricostruiremo mai. In dieci anni, al di là del colore politico, non è stata fatta alcuna pianificazione», l’amaro commento di Natalia Nurzia, titolare dello storico bar nel cuore della città, «invece di riportare uffici e servizi aprono altri locali commerciali in periferia. Follia pura. Io abbasso la saracinesca e me ne vado: cosa sto a fare qui? Sono stata tra le prime a credere alla rinascita del centro storico», aggiunge, «ma vedo che non interessa a nessuno. Ho creduto nella possibilità di una rinascita, ma quello che sta accadendo va nella direzione contraria».
VOGLIAMO SPIEGAZIONI. «Non siamo stati informati. Nessuno ci ha convocato», dichiara Alberto Capretti, presidente di Confcommercio L’Aquila, «ci stiamo provando in tutti i modi a rivitalizzare il commercio, soprattutto nel cuore della città, ma le iniziative vanno concordate con i sindacati e le associazioni di categoria. Bisogna sedersi intorno a un tavolo con gli organi preposti e pianificare gli interventi. Gli esercenti che sono tornati in centro sono degli eroi, ma anche in periferia il settore del commercio soffre. Altre aperture andrebbero studiate con attenzione».
Anche Angelo Liberati, commerciante e dirigente Ascom parla di «mancanza di concertazione. Di questo progetto non sappiamo nulla. Nessuno ci ha coinvolti. Nesso ha chiesto la nostra opinione».
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