Parco d’Abruzzo, la festa per i 99 anni tra la natura

Il 9 settembre 1922 la nascita. È iniziato il conto alla rovescia verso il centenario Marsilio: «Si parla tanto di sviluppo sostenibile: ora i fatti, basta con la retorica»
OPI. Il Parco nazionale d’Abruzzo festeggia 99 anni di vita tra la natura e si prepara per il centenario. Il 9 settembre del 1922, il Parco nacque come scelta popolare, promossa da un gruppo di cittadini, illuminati e visionari, e condivisa da alcuni Comuni che decisero di tutelare circa 12mila ettari di territorio. Anche se la sua istituzione ufficiale avvenne con una legge dello Stato l’11 gennaio del 1923. Tutti i protagonisti del Parco di Abruzzo, Lazio e Molise hanno voluto comunque festeggiare questo importante traguardo a Opi, cuore della riserva.
A dare il benvenuto agli ospiti è stato proprio il sindaco di Opi, Antonio Di Santo, presidente della Comunità del parco, per il quale «l’istituzione del Parco ha portato al territorio una grande opportunità sulla scia della quale bisogna andare avanti». Non è potuto essere presente all’incontro il presidente Giovanni Cannata, salutato dal direttore Luciano Sammarone che lo ha ringraziato per il suo impegno alla guida dell'area. Cannata, che è intervenuto in streaming, ha salutato i presenti e ha ricordato che «è fondamentale confrontarsi sempre anche quando abbiamo punti diversi e opinioni diverse».
Sammarone, che ha coordinato l’evento, ha ringraziato gli ospiti, dagli amministratori agli alpini ai rappresentanti istituzionali di Abruzzo, Lazio e Molise, fino alla delegazione del Parco del Gran Paradiso presente per l’occasione. Un grazie Sammarone lo ha rivolto anche a agli operatori definendoli «la forza del Parco nazionale».
«Da oggi inizia la lunga corsa verso le celebrazioni per il centenario», ha spiegato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, «fa molto piacere continuare a trovare un Parco nazionale dove la comunità del parco vive in sintonia con il parco stesso. È merito vostro e della capacità che avete di relazionarvi con le realtà locali. Non a caso il Parco si è esteso ha trovato e trova diverse comunità affascinate e attratte da quello che il Parco può offrire. Spero che nell’epoca a in cui tutti parlano in maniera ossessiva di sviluppo sostenibile e transizione ecologica e digitale, si possa dare un esempio concreto e condire questa retorica di buoni sentimenti di altrettanta realtà dei fatti».
Tanti sono stati gli interventi di professionisti e studiosi che hanno portato il loro contributo raccontando esperienze personali e progetti promossi all’interno del Parco nel corso degli anni. (e.b.)
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