Parco Daolio tra incuria e vandali

14 Maggio 2017

Bagni distrutti e sporcizia ovunque, per la gestione l’amministrazione ipotizza il ricorso ai privati

SULMONA. Porte sfondate, specchi rotti e sanitari divelti. I bagni del parco fluviale Daolio assomigliano sempre più a quelli di una struttura abbandonata e invece quell’edificio era stato inaugurato per la seconda volta nel 2014 dopo importanti lavori di ristrutturazione. All’esterno, poi, la situazione migliora di poco tra cartacce abbandonate sul prato e sporcizia sui gradini della scalinata che sarebbe dovuta diventare teatro all’aperto e luogo di ritrovo. E, invece, sono sempre meno i frequentatori del polmone verde cittadino al di fuori delle mura antiche, in gran parte genitori di bambini che abitano in zona e che non hanno un altro luogo dove poter portare i loro figli a giocare. Ora, dopo l’avvio a soluzione del mancato accatastamento di alcune parti del parco, si pensa a una gestione privata per scongiurare gli atti vandalici e riportare al decoro lo spazio verde.
«Come Comune non abbiamo le risorse per gestire uno spazio del genere», interviene l’assessore ai Lavori pubblici Mario Sinibaldi, «quindi credo che un affidamento con relativo bando di gara o concorso di idee sia la strada da scegliere». La struttura fu restituita alla città, dopo i lavori costati alle casse comunali e provinciali 300 mila euro, dall’amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Peppino Ranalli. Inaugurato il 7 agosto 2014 con tanto di taglio del nastro, doveva essere il fiore all’occhiello della città eppure, negli ultimi tre anni, non sono mancati episodi di degrado e incuria oltre che di inciviltà. Per risolvere il problema presto arriverà anche il sistema di videosorveglianza, annunciato dall’assessore all’Ambiente Alessandra Vella. «Abbiamo avviato con gli uffici comunali la conta dei danni e a breve installeremo anche un sistema di videosorveglianza», dice. «Dopo la ricognizione dei danni e l’operazione sicurezza andremo ad occuparci dell’affidamento del parco. Valuteremo il da farsi, avviando subito un confronto per una decisione condivisa». La precedente amministrazione targata Federico, invece, aveva approvato un progetto per riaprire le porte del parco cittadino (più di 4 ettari) inaugurato negli anni ’80. Erano previsti la riqualificazione dell’orto botanico e del parco giochi, la realizzazione di due uffici da 25 metri quadrati e una sala per le associazioni da 30, un bar, una libreria, oltre alla ripavimentazione dello spazio adibito ad anfiteatro, con la creazione di nuovi bagni e l’abbattimento delle barriere architettoniche attraverso degli scivoli. Tutto rimasto su carta, come gli affidamenti ad associazioni e privati dei vari spazi per ridare vita alla struttura verde più grande della città e mai pienamente sfruttata. La struttura, per anni rimasta chiusa e abbandonata, era stata riaperta - con tanto di inaugurazione e taglio del nastro - il 7 agosto del 2014.
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