Parco fluviale, benvenuti nel degrado

16 Luglio 2016

La struttura inaugurata appena due anni fa è piena di immondizia ed è il rifugio dei disperati

SULMONA. Rifiuti buttati sull’erba, sporcizia nelle strutture in pietra e la biglietteria usata come rifugio da qualche senza tetto. Si presenta così – a meno di due anni dalla riapertura – il parco fluviale Augusto Daolio. Dopo un abbandono lungo anni, l’amministrazione Ranalli era riuscita a reperire i fondi per ristrutturare e ripulire il polmone verde della zona nuova della città. Il progetto di riqualificazione si era concentrato sulla pavimentazione e l’impianto di illuminazione. I lavori – con un importo di 73mila euro - sono stati affidati alla Corazzini Costruzioni Srl di Popoli. La precedente amministrazione targata Federico, invece, aveva approvato un progetto per riaprire le porte del parco cittadino (più di 4 ettari) inaugurato negli anni ’80. Erano previsti: la riqualificazione dell’orto botanico e del parco giochi, la realizzazione di due uffici da 25 metri quadrati e una sala per le associazioni da 30, un bar, una libreria, oltre alla ripavimentazione dello spazio adibito ad anfiteatro, con la creazione di nuovi bagni e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Tutto rimasto su carta, come gli affidamenti ad associazioni e privati dei vari spazi per ridare vita alla struttura verde più grande della città e mai sfruttata appieno. La struttura, per anni rimasta chiusa e abbandonata, era stata riaperta con tanto di inaugurazione e taglio del nastro, il 7 agosto del 2014. Da allora, invece, il polmone verde della città versa in condizioni di abbandono e degrado. Condizioni peggiorate da quando lo storico custode è andato in pensione. Talvolta, i cittadini si sono anche lamentati per aver trovato i cancelli chiusi. «Basta proclami e annunci», denuncia Antonio Menchinelli», questa è la situazione incresciosa in cui versa il parco fluviale. Oltre a carte e rifiuti disseminati in ogni dove da incivili e maleducati, ho notato anche la situazione della biglietteria, che presenta un telo steso sul pavimento e alimenti su un tavolino, segno che qualcuno probabilmente trascorre la notte abitualmente all’interno del casotto. Occorre un rapido intervento del Comune di Sulmona poiché la situazione è grave: come potranno i bambini giocare all’ interno del parco giochi tanto caro a qualche consigliere comunale? Occorre una riqualificazione completa, dotando magari il parco di un custode che tenga a bada la situazione».

Federica Pantano

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