Parco fluviale chiuso per incuria e atti vandalici

Non c’è ancora un gestore per l’area attrezzata ridotta in stato di degrado Intanto l’assessore Tirimacco assicura l’apertura del cancello “su richiesta”
SULMONA. Parco fluviale chiuso o meglio aperto solo su richiesta. È questa la trovata della giunta Casini per far fronte agli atti di vandalismo e per impedire che venga ulteriormente distrutto quel che resta delle casette del polmone verde cittadino. Così, da mesi ormai, il cancello del parco è desolatamente chiuso, come se un lucchetto potesse davvero impedire l’ingresso di qualche teppista, che anche in passato non è certo stato fermato da serrature chiuse o recinzioni. Al di là del problema del vandalismo, si aggiunge per complicare ulteriormente la gestione di una delle strutture verdi attrezzate più grosse del territorio, la questione delle sue condizioni.
Dopo l’esperimento di questa estate che ha fatto molto discutere dei cavalli-giardinieri, infatti, nessuno si è più preoccupato di tagliare l’erba all’interno dell’area verde, dove le erbacce hanno superato il metro di altezza e le piante sono diventate dei veri e propri arbusti.
A ciò si aggiungano le conseguenze del maltempo dello scorso inverno, che ha lasciato sul terreno decine di alberi e rami caduti sotto la spinta del vento e della neve. Dunque per la giunta Casini e in particolare per l'assessore alla manutenzione e al verde pubblico, Mauro Tirimacco, si configura anche un serio problema di sicurezza. «Attualmente non c’è un custode e non possiamo assumerci la responsabilità», spiega Tirimacco. «Per questo preferiamo prima affidare la gestione, cosa che faremo a breve, e poi riaprire il parco salvo soddisfare le richieste che arrivano dai cittadini».
Era la fine di febbraio scorso quando l’ennesimo atto vandalico al parco fluviale ai danni dei quadri elettrici posti all’interno e all’esterno delle strutture coperte aveva imposto la chiusura dell’area intitolata ad Augusto Daolio.
Appena il mese prima i vandali avevano divelto porte, distrutto bidoni dei rifiuti e panchine, senza dimenticare di rompere i pochi vetri rimasti intatti alle finestre. Lo scorso 8 luglio, invece, era stato divelto il cancello di ingresso su via Papa Giovanni XXIII. Dopo un abbandono lungo anni, all’ex amministrazione Ranalli era riuscito il colpo di reperire i fondi per ristrutturare e ripulire il polmone verde della zona nuova della città. Il progetto si era concentrato sulla pavimentazione e l’impianto di illuminazione.
I lavori – per un importo di 73mila euro – furono affidati alla Corazzini costruzioni srl di Popoli. La precedente amministrazione Federico, invece, aveva approvato un progetto (rimasto però sulla carta) per riaprire le porte del parco cittadino (più di quattro ettari) inaugurato negli anni ’80.
Erano previsti la riqualificazione dell’orto botanico e del parco giochi, la realizzazione di due uffici da 25 metri quadrati e una sala per le associazioni, grande una trentina di metri, un bar, una libreria, oltre alla ripavimentazione dell’anfiteatro, con nuovi bagni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

